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Otto anni di boschi narrativi #11 Francesca Chiappa -HACCA

Titolo?
Otto anni di editoria indipendente. Le interviste di Via dei Serpenti
Introduzione?
Leonardo G. Luccone
Editore?
Via dei Serpenti
Uscita?
Settembre 2019

Il primo appuntamento per presentare Otto anni di editoria indipendente. Le interviste di Via dei Serpenti, è il 27 settembre alla libreria Tomo a Roma.
Si parlerà di Hacca e di molto altro con l’editrice Francesca Chiappa, l’art director Maurizio Ceccato, e lo scrittore Stefano Corbetta.

Intanto ecco uno stralcio della nuova intervista a Francesca Chiappa (giugno 2019). La precedente, invece, è stata realizzata nel febbraio 2013.

La ricerca di verità
È una verità più ampia, sconfinata. Abbiamo cercato di arricchire il catalogo di scrittori veggenti, che riuscissero a vedere oltre l’orizzonte noto, oltre questo tempo presente. La verità non solo degli uomini, con le loro relazioni, ma la verità oltre l’uomo. Sono arrivati allora gli infiniti, universi e mondi di Vassalli, gli occhi degli alberi di Chicca Gagliardo, il maestoso abbandono di Sara Gamberini, L’ora del mondo di Matteo Meschiari, le ballate di Mimmo Sammartino. Abbiamo affidato alla parola il racconto dell’invisibile, che non è finzione, ma solo una verità diversa da quella quotidiana e superficiale. Abbiamo alzato o abbassato lo sguardo.

Il connubio con Maurizio Ceccato, una mappa per immagini
Volendo fare una mappa per immagini del nostro catalogo, io sono estremamente legata alla prima copertina realizzata da Maurizio Ceccato, e cioè Cronista della solitudine di Antonio Veneziani, un poeta e amico a noi carissimo. È stato lui a portare Maurizio in casa editrice, ed è stato sempre lui a insegnarci l’amore per il nostro mestiere. Una copertina che ha poi segnato una tappa importante è stata Verrai a trovarmi d’inverno di Cristiana Alicata; qui io e Maurizio abbiamo iniziato a giocare, a divertirci con i materiali e con la fisicità del libro.  Un’altra copertina per me irripetibile è quella di Nato in Urss, di Vasile Ernu, che prendendo a prestito l’iconografia della pepsi, raccontava fin dalla prima pagina il cuore e il tono del racconto di un passaggio epocale. Poi la copertina di La città degli uomini d’oggi di Edoardo Persico, che con una foglia in copertina voleva in realtà rappresentare una mappa urbana, entrando idealmente nel dibattito urbanistico e naturalistico. Infine, il cerbiatto 3d di Maestoso è l’abbandono, che mi pare apra a una nostra tendenza a nominare in modo nuovo il mondo.