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Consigli di lettura di Chiara Condò – Libreria Il Pensiero Meridiano

INDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

Il Pensiero Meridiano
Via Indipendenza, 12 – Tropea (Vibo Valentia)
0963 62096
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Chiara Condò, la giovane libraia di Tropea, consiglia:

libro-estateIl libro dell’estate, Tove Jansson (trad. di C. Giorgetti Cima), Iperborea (€9,50)
Nonna e nipote in una piccola isola del golfo della Finlandia, molte domande a cui rispondere, un’estate nordica tenue e delicata, ben distante dalle nostre stagioni crudeli. Il libro dell’estate è il racconto di una bambina che cresce e di una donna che ritorna piccola raccontato da una delle penne più felici della letteratura scandinava. Tove Jansson, resa famosa dai suoi piccoli “Moomin”, descrive non solo l’incanto di una coscienza che si trasforma, ma il modo in cui questa scoperta vada di pari passo con la natura che la circonda. L’isola del romanzo è luminosa e piena di vita, e l’estate di cui leggiamo è quella nordica, breve e luminosissima, che si vive di corsa prima dell’inverno.

2856937-9788845274480L’utilità dell’inutile, Nuccio Ordine, Bompiani (€9,00)
Non un saggio, ma piuttosto un elogio delle cose effimere, belle, inutili; questo piccolo volumetto del calabrese Nuccio Ordine è una difesa della bellezza più indifesa: quella che non produce nessun profitto, ma che esiste solo per se stessa. Il tratto è appassionato, la scrittura elegante e credo sia fondamentale per tutti quegli appassionati che hanno fatto degli studi umanistici (i più bistrattati e giudicati, per l’appunto, inutili) il loro lavoro. Il saggio è completato inoltre da uno scritto dello scienziato americano Abraham Flexner. Imperdibile.

INDILIBR(A)I – La Libreria Volante ha preso il volo – Intervista a Serena Casini e Andrea Vassena

Libreria VolanteINDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

Libreria Volante
Via Giuseppe Bovara, 30 – Lecco 
0341.184.0524
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di Emanuela D’Alessio

Da una ventina di giorni Lecco ha una nuova libreria. Si chiama Libreria Volante perché Serena Casini e Andrea Vassena, giovanissimi ed esuberanti, sono in continuo movimento e all’occorrenza pronti a trasformarsi anche in librai a domicilio.

La Libreria Volante è appena nata (il 13 giugno c’è stata l’inaugurazione), troppo presto per fare bilanci, ma non per spiegare il perché di questa scelta e quali sono gli ingredienti indispensabili per compierla.
Il caso e un paio di convinzioni: è connaturato con l’essere umano ascoltare e raccontare storie e che i social network sono un palliativo dei rapporti umani, ma di rapporti umani c’è comunque bisogno. Creare un luogo bello e riposante, dove ci si senta liberi di incontrare autori o di parlare di libri, o di sedersi in poltrona a leggere con la calma che fuori sembra non esistere, questa è stata la nostra convinzione. E la Libreria Volante è anche una bolla dentro la quale riprendere fiato.

Chi sono Serena Casini e Andrea Vassena?
Due che per primi si sono innamorati dei libri e poi si sono incontrati, innamorandosi a loro volta. E che hanno scoperto che non c’è niente di più bello che dare vita insieme a un sogno, che includa questi due mondi e li restituisca all’esterno.

Parliamo del nome della libreria, perché si chiama Libreria Volante?
Ce l’ha suggerito Lord Chesterton. Lui, nel 1914, scrisse L’osteria volante, raccontando di due ostinati che riuscirono a continuare a vendere alcol nonostante la legge lo proibisse. Si inventarono un’osteria che non aveva mura, ma solo un’insegna viaggiante. La nostra è una dichiarazione di movimento, perché chi vuole potrà averci anche come librai a domicilio, e di voglia di farcela. Nonostante tutto.

Che cosa significa essere librai indipendenti oggi rispetto a qualche anno fa?
Non ho idea cosa volesse dire esserlo alcuni anni fa. Certo vuol dire avere le idee chiare: gli editori sono un’infinità e ognuno di essi pubblica molti libri. Bisogna avere un’idea chiara sul mercato ma forse, oggi più di ieri, trovare modi per far sentire i lettori al centro. Forse è giunto il momento di una rivoluzione copernicana dei lettori: non devono essere concepiti come vasi da colmare, ma come primi interlocutori da ascoltare e soddisfare. E questo deve valere prima di tutto per gli editori.

Lecco dista da Milano una quarantina di chilometri. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della “provincia” dal punto di vista culturale? Quante librerie ci sono a Lecco?
Lecco ha un buon numero di librerie. Ci sono, oltre alla nostra, due librerie indipendenti: la Birbantana, interamente dedicata ai bambini (Marianna Savà, che le ha dato vita, è una cara amica con la quale abbiamo in ballo alcuni eventi scoppiettanti pensati per grandi e piccoli) e Parole nel tempo, con una selezione anche di cd musicali. Oltre a queste, ci sono anche due librerie di catena: una Ibs e una Mondadori Franchising. Ma fra tutte vale la pena citare il Punto Einaudi di Bruno Biagi che in tantissimi hanno amato e che ha chiuso il 20 marzo. Noi abbiamo deciso di riaprire nelle stesse mura: il lavoro di Bruno e l’affetto dei suoi lettori era troppo prezioso per non provare, in qualche modo, a dargli un seguito.

Libr_VolCome deve essere una libreria, com’è la vostra libreria?
La nostra libreria è accogliente con tante poltrone e un tavolo antico che viene dalla Toscana per permettere a tutti di fermarsi a leggere, o anche solo a parlare. Poi abbiamo libri volanti che sfidano la gravità e la crisi, i bambini rimangono incantati a guardarli, ma ancora più gli adulti. È una libreria che mette al centro le persone, per questo quando un libro viene acquistato, insieme a un paio di segnalibri, diamo ai nostri lettori anche una fascetta “in bianco” che, se vogliono, ci possono restituire con una breve recensione: saranno loro a consigliare gli altri lettori. Poi, siamo nati da poco e non riusciamo a stare fermi, abbiamo sempre nuove attività in programma, come le presentazioni km 0, dove sono gli editor a presentare i loro autori, che ci piace abbinare agli aperitivi km 0 e i librai per un giorno: invitiamo editori e vari attori della filiera editoriale a fare i librai.

Che cosa trovano i lettori alla Libreria Volante?
Una poltrona, quattro sedie e una fratina toscana antica. Tante luci riposanti che invitano all’intimità della lettura. Una musica di sottofondo che non invade le orecchie. Una scelta di titoli che attinge molto dagli editori indipendenti e da tutti gli editori che lavorano, a nostro dire, bene. Delle perle scelte e messe in fila perché non sfuggano nella miriade di proposte che affollano il mercato editoriale. E vini, poche bottiglie da tutta Italia, e le terrecotte dell’Impruneta, che sanno di fatica e bellezza come i vini e i libri.

Come scegliete i libri da mettere sui vostri scaffali, in vetrina?
Gusto e pancia. Cerchiamo di far ruotare le case editrici per dare a tutte visibilità. Non è sempre la novità a campeggiare in vetrina, a volte è il libro che abbiamo finito di leggere e ci è piaciuto, oppure i titoli selezionati dai librai per un giorno, o ancora il libro segnalato da un lettore.

Chi sono i clienti che entrano nella Libreria Volante?
Persone che hanno voglia di spulciare i libri e sedersi a leggere, spesso amano farsi dare un consiglio o dare loro consigli che noi ascoltiamo molto volentieri.

Alice Beniero

Alice Beniero

Nella libreria c’è uno spazio ragazzi disegnato da Alice Beniero (la bravissima grafica che ha lavorato per anni con Isbn). Una collaborazione estemporanea o strutturale?
Quando Alice tornerà da New York faremo belle cose insieme. Amiamo molto l’illustrazione e le graphic novel e sicuramente troveremo il modo per organizzare seminari di illustrazione con la bravissima Alice, magari coinvolgendo l’Associazione culturale bolognese Hamelin e il Festival internazionale del fumetto BilBolBul.

Il blog Ho un libro in testa ha aperto una rubrica per voi, uno spazio per raccontare da dentro la Libreria Volante. Qual è il ruolo della “rete” e dei social networks per un libraio indipendente?
Come per ogni punto vendita in realtà piccole, i social network sono un modo rapido per comunicare con i nostri lettori e fornire informazioni in diretta su iniziative in programma o che stanno avvenendo in libreria. È anche il mezzo con cui molti ci contattano per ordinare i libri o chiedere informazioni. Scrivere su Ho un libro in testa è una bellissima occasione voluta da Chicca Gagliardo e che noi abbiamo applaudito con gioia, ci dà l’occasione di raccontare cosa succede tra la nostre mura e spesso, anche noi, impariamo a guardare meglio ciò che accade alla Libreria Volante scrivendone. Ma questo è uno dei magici poteri della parola scritta.

Libreria_VolanteQuali sono i libri più venduti in questo periodo e quali amate consigliare di più?
Al di là dei fenomeni del momento, che tendenzialmente i lettori acquistano in tutte le librerie (di catena, indipendenti, on-line), il libraio indipendente vende bene ciò che consiglia, anche riutilizzando i preziosi consigli della comunità di lettori che si crea attorno alla sua libreria. Se dobbiamo consigliare i libri che ci piacciono, passiamo dai grandi classici ai romanzi dove i personaggi si moltiplicano e con loro le storie, creando incastri lunghissimi e perfetti. E poi c’è Lansdale, passione condivisa da entrambi, fondamentale per ritrovarsi a ridere di gusto senza rinunciare alla qualità. Ma i nomi che potremmo fare sono tantissimi.

Di che cosa hanno bisogno i librai in Italia (iniziative di promozione, legislazione ad hoc, sostegni finanziari, associazionismo di categoria?).
Sarebbe facile sottolineare l’utilità di iniziative volte ad aumentare i margini economici dei librai, ma forse la verità è da cercare in una realtà più complessa. L’ideale sarebbe spingere, ognuno secondo le proprie forze e assumendosi la propria responsabilità, affinché il libro venga percepito come uno strumento di crescita e di godimento per tutti e da tutti. In fondo, il libro – se è un buon libro – è qualcosa che ti regala un’esperienza che vale molto di più del prezzo di copertina.

Che cosa c’è da leggere sui vostri comodini?
Su uno Il Regno di Emmanuel Carrère, Prendimi di Lisa Gardner. Sull’altro i racconti di John Cheever e I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews. E una guida per un viaggio che sogniamo di fare presto insieme.

INDILIBR(A)I- Libreria Giannino Stoppani – Intervista a Giampaola Tartarini

INDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

Libreria Giannino Stoppani
Palazzo Re Enzo, Via Rizzoli 1/F – Bologna
051 227337
Sito web

di Rossella Gaudenzi

La prima libreria per bambini e ragazzi in cui andiamo a curiosare è un luogo ampio, arioso ma al contempo fitto di libri, pieno di colore e di luce. E soprattutto di librai veri. Siamo a Bologna, la libreria in questione è la storica Libreria Giannino Stoppani, la libraia in questione è Giampaola Tartarini. Generosa di parole che spende con grande coinvolgimento. Parole preziose da ascoltare con considerazione.

Qual è la storia della Libreria Giannino Stoppani, intitolata al celebre monello di Vamba, Gian Burrasca?
La Libreria Giannino Stoppani ha aperto i battenti a Bologna nel 1983 nello storico Palazzo Bentivoglio di via delle Moline e il trasferimento in questa sede prestigiosa di via Rizzoli, Palazzo Re Enzo, risale al 1991. Un bel salto di qualità, fondamentalmente perché l’attuale libreria si trova nel centro storico di Bologna, posizione più nevralgica rispetto a via delle Moline, quartiere vissuto soprattutto come zona universitaria. Questo luogo era vuoto da anni, ultima presenza una banca, e il sindaco di allora, Renzo Imbeni, acconsentì che questi ambienti potessero essere destinati a una libreria per ragazzi. All’epoca di librerie per ragazzi ce n’erano poche e i libri per bambini erano relegati nelle pochissime librerie di settore: la prima in assoluto in Italia è stata la Libreria dei Ragazzi di Milano (aperta nel 1972) seguita dalla Libreria dei Ragazzi di Torino (aperta nel 1974), entrambe visitate prima di partire con l’esperienza della Libreria Giannino Stoppani. La storia della libreria è legata ai nomi di Simona Comelli, Grazia Gotti, Tiziana Roversi, Silvana Sola e Giampaola Tartarini ed è una storia particolare, sia perché tutte noi proveniamo dagli insegnamenti del professor Antonio Faeti (facoltà di Magistero, cattedra di Storia della Letteratura per l’Infanzia), sia perché tutte lavoravamo nelle istituzioni comunali, negli asili nido. In questa contesto è nata l’idea di aprire una libreria per ragazzi.
L’attività della libreria è affiancata da quella di cooperativa sociale: la Giannino Stoppani Cooperativa Culturale organizza mostre di illustrazione, corsi di formazione; altra colonna portante è la scuola, l’Accademia Drosselmeier nata nel 2003: una buona occasione per chi voglia diventare libraio, giocattolaio o cimentarsi in altri ambiti dell’editoria per ragazzi.

Perché Bologna riesce a rimanere una roccaforte per quanto riguarda la letteratura per bambini e ragazzi (ricordiamo che la città ospita il Bologna Children’s Book Fair, prestigiosa fiera internazionale del libro per ragazzi)?
Questa città negli anni Settanta fece la scelta politica degli asili nido. L’Emilia Romagna è sempre stata una regione all’avanguardia in questo campo e Bologna ha rappresentato la realtà più progredita, i nidi erano numerosissimi, con personale specializzato che lavorava ottimamente. Quanto alla nostra esperienza di libraie, l’abbiamo costruita pian piano, buttandoci con anima e corpo guidate da una forte passione: inizialmente abbiamo continuato il nostro lavoro nei nidi e senza soluzione di continuità ci occupavamo anche della libreria.
Nel ’91, grazie al trasferimento a Palazzo Re Enzo, e alla lungimiranza dell’allora sindaco che comprese come questa realtà nascente potesse rappresentare un fiore all’occhiello per la città di Bologna, abbiamo dato una svolta occupandoci primariamente della libreria.

DSCN9512Proponete iniziative per incoraggiare la lettura e l’incontro con i piccoli lettori?
Innanzi tutto si inizia accogliendo chi viene in libreria con competenza, ossia leggendo la maggior parte dei libri qui presenti per proporli. Sono pochi i bambini in grado di scegliere, sono spesso gli adulti a farlo. La specializzazione e preparazione del libraio è fondamentale.
Ospitiamo durante l’anno scolastico le visita di classi, non solo dell’Emilia Romagna o di Bologna. La Libreria Giannino Stoppani offre questo servizio gratuitamente. Quel che è necessario oggi è cercare delle strategie affinché i libri arrivino a tutti i bimbi.

Editoria per ragazzi in controtendenza in tempo di crisi: i lettori tra i 6 e i 16 anni sono in crescita. Quali secondo voi le ragioni di questo fenomeno e perché i giovani lettori, una volta adulti, smetterebbero di leggere?
Fino alle elementari si è dei gran lettori. Con l’adolescenza inizia, a volte, un allontanamento dovuto a molteplici fattori. Durante l’adolescenza si dovrebbe lasciare libertà di scelta ai ragazzi, naturalmente l’adulto educatore non deve scomparire, ma accompagnare in questo momento delicato di crescita e di scelta. Imporre dei titoli perché “sono fondamentali” non sempre è la strada giusta, a volte al classico, all’imperdibile si arriva anche passando dall’ovvio.

Quali sono le case editrici con progetti editoriali in linea con il vostro gusto?
Negli ultimi anni c’è un bel fermento tra le piccole case editrici, degno di attenzione. Quello che per noi è importante è la solidità delle storie, che significa una bella lingua che si accompagna con contenuti sinceri, non stereotipati. Sul versante degli illustrati cerchiamo di dare risalto ai lavori più freschi, che pur rifacendosi alla tradizione sanno mostrare al contempo l’autenticità e la ricerca di chi ha scelto di fare dell’illustrazione un mestiere.

fotolibreria2Considerate utili fiere come la Bologna Children’s Book Fair?
La Bologna Children’s Book Fair è indubbiamente, tra gli appuntamenti di questo settore, il più importante; raccoglie tutti gli editori, e operatori, che si occupano di letteratura per ragazzi. Da un paio di anni, in concomitanza, negli spazi della fiera è allestita una “Libreria internazionale”, aperta il sabato e la domenica al pubblico. È un momento fondamentale non solo per guardare al mercato italiano, ma per confrontarsi su quanto accade nell’ambito dell’editoria per ragazzi in tutto il mondo. Ci sono temi che seppur urgenti, come quello delle famiglie omogenitoriali, nel nostro paese sono tuttora tabù, mentre nell’editoria francese possiamo trovare dei bellissimi lavori, che con delicatezza e onestà raccontano storie di bambini che ci sono.

L’attenzione al mondo dell’illustrazione per ragazzi è oggi altissima, interesse condiviso da grandi e piccini. Quali considerazioni andrebbero fatte su questo fenomeno?
È necessaria una distinzione: ci sono albi illustrati pensati e realizzati per i bambini, e altri che invece si aprono al mondo adulto, perché leggere le figure è un piacere sempre, che non età. La differenza tra gli uni e gli altri è sicuramente qualcosa che rientra nella sfera personale del gusto, ma c’è e non dobbiamo mascherarla. In questo momento, personalmente, avrei voglia di albi illustrati in cui i bambini siano i protagonisti, testi in cui il bambino possa identificarsi, riconoscere l’amico. Un recente lavoro di questo tipo,è Re Valdo e il drago (Peter Bently-Helen Oxenbury, Editrice Il Castoro, 2015): si parla di bambini che vanno a caccia di draghi, li combattono; arrivano poi gli adulti, chiamati i giganti, come nell’Età dell’oro di Kenneth Grahame. È sera, c’è la paura del buio, ma i giganti sono lì, pronti a rassicurare il bambino che vive la sua avventura, certo di non essere perso di vista. Qui è racchiuso l’universo immaginifico dei bambini, in cui i piccoli si ritrovano, si riconoscono, capiscono che si può aver paura ma che è un momento che passa. Ci sono anche scelte editoriali discutibili come i cartonati, solitamente destinati ai più piccoli, con i colori, le forme, i numeri.

Come si può pensare di dare a dei bambini tra 1 e 3 anni cartonati con concetti non indispensabili a quell’età?
C’è il tempo giusto, senza correre sempre, per scoprire e imparare ogni cosa. Poi si passa al parosissimo di voler edulcorare continuamente la realtà dei bambini,: niente streghe, mostri, draghi eccetera, per non parlare poi del tema più tabù nei libri per bambini: la morte. La morte non può essere un tabù perché fa parte della vita, occorre saper trattare il tema con delicatezza ma aprendo spazi di riflessione.
In questo trovo riuscitissimi, nell’esigua produzione editoriale, Il mio maialino Amarillo (I. Satomi, Babalibri, 2002) e Il lupo rosso (F. K. Waechter, Babalibri, 2007).

Quali libri ci sono sul comodino di Giampaola Tartarini?
Leggo soprattutto letteratura per l’infanzia, e preferibilmente romanzi per adolescenti che fanno bene anche agli adulti, perché li avvicinano a un momento della vita da cui ciascuno è scappato.

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INDILIBR(A)I – La Librairie du Square a Parigi: un luogo per i bambini

INDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

La Libraire du Square
61, rue de Batignolles – 75017 Paris
www.lalibrairiedusquare.fr

di Anna Castellari

Nel quartiere di Batignolles, ormai diventato bobo (“bourgeois bohème”), chiude una libreria, ma ne apre una nuova. Pages après pages, in rue des Dames, sta infatti per concludere il proprio ciclo durato cinque anni, complici la crisi, gli acquisti su Amazon, i prezzi bassi di libri tascabili (molto più bassi che in Italia, ma soprattutto di qualità molto alta), che non permettono un margine di guadagno adeguato al libraio, come mi spiega la proprietaria, Anne.

Ma nel frattempo, qualche via più in là, senza paura della crisi ma con un’identità ben precisa, è nata La Librairie du Square.

L’idea è quella di avere uno spazio a misura di bambino: né troppo grande, né troppo piccolo. Il quartiere è ideale, con famiglie multi etniche – siamo nei pressi di Place de Clichy, storico quartiere nel XVII arrondissement amato dagli impressionisti, oggi sempre più gentrificato.

Valentine Roques, la libraia, pratica la gentilezza come arma contundente, qualità rara, mi duole dirlo, tra i parigini, se escludiamo questo quartiere, che ha un’anima profonda e delicata, non è ancora sommersa dai flussi dei turisti ed è costellata di negozietti di artigianato e vintage.

IMG_4226Valentine ci accoglie sorridente, senza farci sentire a disagio mentre noi spulciamo sfacciatamente le pubblicazioni di albi illustrati sparse per la libreria. Scopro che in una vita precedente ha avuto un lavoro simile al mio, presso un editore di scolastica, poi ha deciso di aprire un’attività propria, stimolante anche se coraggiosa. Insomma, è subito feeling con lei.

Quali editori vengono accolti in libreria? «Quando progettavo la libreria volevo che vi si potesse trovare un gran numero di classici irrinunciabili della letteratura per l’infanzia: da Perrault a Ramos, passando per Munari, Ungerer, Komagata, Mari, Shapur, Grimm, Crowther, Sendak, Tana Hoban, Duhême e altri.

Per questo ho iniziato ad attingere dal catalogo dei due editori che hanno più titoli di questo tipo: l’Ecole des Loisirs e Gallimard Jeunesse.

Poi ho scelto molti titoli da case editrici più giovani, le cui linee editoriali mi sembrano molto interessanti, come Hélium, Mémo e Grandes Personnes.

Infine, ho pescato dai cataloghi di tutti gli altri editori che conoscevo, secondo i miei gusti. Ma la letteratura per l’infanzia è un continente molto grande: mi resta molto da esplorare.»

L’attività è arredata con semplicità – legno per terra e scaffali bianchi lasciano che i libri siano i veri protagonisti di questo luogo – e si programmano laboratori per bambini in uno spazio retrostante ancora in ristrutturazione.

Ha inaugurato il sabato precedente alla mia visita (quando si dice, il destino…) e si vede: è ancora intonsa, tutta da scrivere proprio come le pagine di un libro o di un albo delle scuole elementari.

I libri sono i veri attori di uno spazio totalmente consacrato a loro: sono quasi tutti albi illustrati, giochi di carta intelligenti e oggetti munariani. Spiccano come piccole installazioni tra gli scaffali, non si limitano all’area francese di produzione ma sono aperti ad altri oggetti illustrati “di design” per piccoli che arrivano anche da altri Paesi.

«Per ciò che riguarda i libri in lingua straniera» mi racconta Valentine «per il momento ho alcuni titoli in inglese, qualche libro di storie in inglese, spagnolo, tedesco e italiano. Ma ho intenzione di ingrandire questa sezione. Vorrei avere titoli bilingui e altri in lingua originale, per tutte le età (dagli zero ai dieci anni). Mi piacerebbe anche provare a proporre letture di racconti in lingua straniera.»

Perché venire qui e non andare da Gilbert Jospeh, sulle rive gauche, dove gli albi illustrati sono spesso scontatissimi, o da Fnac? È la politica del buon libro come quella del buon libro a contare, ma anche il fatto che in questo contesto, proprio come in una bella enoteca arredata con gusto, i libri si gustano: la calma è la regina incontrastata di queste pareti, ci si prende il proprio tempo per tutto.

Se un luogo del genere può sembrare di nicchia – e certamente, in parte lo è – è anche vero che la funzione sociale che svolge, secondo le indicazioni della proprietaria, è importante in un quartiere non esattamente centrale, anche se strategicamente posto a metà via tra Montmartre e la torre Eiffel (che vedo aprendo la finestra del quinto piano in cui alloggiamo).

Possono essere proprio i laboratori a svolgere una funzione sociale, in un quartiere come questo. Oltre a diventare fonte di sostentamento per la libreria stessa, sono certamente un modo per arrivare ai cittadini, e ai piccoli cittadini. L’idea che mi sono fatta transitando qui per una mezz’ora è che la consapevolezza con cui si sfoglia un libro porti il bambino a conoscere il libro, come fosse un’opera d’arte, a rielaborarlo e a renderlo proprio. Perché, come si legge nel sito dedicato a Bruno Munari, “capire cos’è l’arte è una preoccupazione inutile dell’adulto, ma capire come si fa a farla è un interesse autentico del bambino”.

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INDILIBR(A)I – La libreria Il Pensiero Meridiano – Intervista a Chiara Condò

INDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

Il Pensiero Meridiano
Via Indipendenza, 12 – Tropea (Vibo Valentia)
0963 62096
Facebook

di Emanuela D’Alessio

Per la prima volta da quando abbiamo avviato la rubrica INDILIBR(A)I un libraio, anzi una libraia, ci ha chiesto con gentilezza e umiltà di essere intervistata, perché siamo stati guida involontaria nelle sue peregrinazioni romane, perché «aprire nella profonda Calabria dove non si incontrano librerie per chilometri e fare rete è difficilissimo», e quindi ricevere un po’ di attenzione è importante.
Ed eccoci qui, felici di contribuire, per quanto possibile, all’interesse per Il Pensiero Meridiano.

Il pensiero meridiano_logoChiara Condò è giovanissima ma con le idee molto chiare e una passione “prorompente” per i libri. Libraia per passione e vocazione, ma anche per necessità, «perché Tropea non poteva restare orfana della sua libreria». Dal 21 marzo 2015 a Tropea c’è Il Pensiero Meridiano, dove si può trovare anche quello che non si stava cercando. La gestisce Chiara con Alessandro Montagner (il suo fidanzato di Treviso).
Il bestseller della libreria in questi primi tre mesi è Fisica della malinconia di Georgi Gospodinov (Voland), testo su cui Chiara ha scritto la sua tesi di laurea.

Di Chiara Condò sappiamo solo che è una giovane e coraggiosa libraia calabrese. Che cosa vuoi aggiungere?
Che sono nata a Roma nel 1989, laureata in Letterature europee per l’editoria a Pisa e poi diplomata presso la Scuola Librai Italiani di Roma. Sono stata inoltre stagista per la Marsilio durante il Salone del Libro 2014, per la libreria Canova di Treviso e Galla1880 di Vicenza, divertendomi e imparando moltissimo

La tua libreria ha aperto i battenti il 21 marzo di questanno. Sicuramente è troppo presto per trarre un bilancio, però puoi senzaltro spiegarci il perché di questa decisione.
Ho lavorato per molti anni nella storica libreria di Tropea La libreria. Proprio poche settimane prima del mio esame finale alla SLI, la proprietaria è venuta a mancare, lasciando Tropea orfana della sua libreria. Era sua volontà che continuassi il mestiere che mi aveva insegnato, e allora sono tornata a casa.

Hai frequentato con lode la Scuola Librai, hai sempre lavorato in una libreria. Insomma hai alle spalle una consolidata esperienza teorica e pratica. Basta questo per buttarsi nella mischia?
Se le tempistiche fossero state diverse avrei voluto prolungare il mio stage, specialmente alla libreria Canova, dove il direttore Franco Casonato mi ha insegnato moltissimo. Formazione ed esperienza sono fondamentali, ma altrettanto lo sono quelle capacità trasversali necessarie per avere a che fare con il pubblico. Fare il libraio significa essere sempre in prima linea, avere pazienza, nervi saldi e una passione prorompente, con cui avvolgere i lettori.

Parlaci del nome della libreria, perché lhai chiamata Il Pensiero Meridiano?
Il pensiero meridiano è il titolo di un saggio di Franco Cassano, uscito nel 1996 per Laterza. È un saggio sull’esigenza del sud di pensarsi autonomamente, non per definizioni altre e, in generale, sulla necessità di “pensare a piedi”, di andare lentamente. Ho un rapporto ombelicale con questo testo, e volevo che lo spirito della libreria ne richiamasse il contenuto.

Che cosa significa essere una libraia, e soprattutto che cosa significa esserlo in Calabria?
Significa, in primo luogo, avere la possibilità di condividere una passione che per anni ho tenuto per me sola, e renderla finalmente un lavoro. Esserlo in Calabria significa sentirsi, a volte, ai confini dell’impero: non tutti gli autori arrivano, non sempre la distribuzione ci raggiunge, gli editori non investono sul territorio.  E allora cerchiamo di sopperire con la nostra creatività. Un esempio: per la giornata mondiale del libro molte librerie ospitavano autori; noi abbiamo organizzato un flashmob con i lettori.

11026211_802040343197583_1277859725291986058_nCome deve essere una libreria, com’è la tua libreria?
Una libreria deve essere un compromesso tra il libraio e i lettori: credo nel dare ciò che un cliente cerca, ma credo anche nell’educazione e nella crescita degli stessi.

Se tu fossi solo una lettrice, che cosa ti piacerebbe trovare in una libreria?
Un libraio competente e gentile, percorsi tematici, attività che mi facciano sentire parte della libreria.

E che cosa trovano i lettori da Il Pensiero Meridiano?
Spero che trovino non solo quello che stavano cercando! La mia è una libreria generalista, spazia dalla saggistica estrema ai romanzi da spiaggia. In un piccolo paese le librerie devono essere come empori, in cui le persone possano trovare un po’ di tutto.

Come scegli i libri che popolano la tua libreria?
La mia libreria è molto piccola, per questa ragione devo fare una selezione rigorosa. L’assortimento si crea ascoltando le richieste dei clienti, capendoli a fondo, anticipando i loro desideri.

Chi sono i tuoi clienti?
Mi piace chiamarli in un modo particolare: sono tutti “lettori meridiani”. E sono molto diversi tra loro, ma li accomuna la ricerca di buone letture. Nei primi tre mesi di vita della libreria ho venduto pochissima letteratura commerciale, e tanti editori di qualità.

Leggiamo sempre più spesso di librerie che si trasformano in circoli letterari, luoghi di aggregazione intorno ai libri e non solo. Che cosa succede nella tua libreria?
Siamo nati a ridosso dell’estate, mese di via vai per alcuni, di lavoro per tutti gli altri. Abbiamo organizzato dei pomeriggi con una prima elementare, alcuni incontri con autori, un concerto con un giovanissimo cantautore calabrese, e molto altro abbiamo in programma per l’estate. Ma è il lungo inverno tropeano che dobbiamo movimentare: a ottobre chiude l’80% delle attività commerciali, e i ragazzi non sanno cosa fare. Per questo ho intenzione di organizzare gruppi di lettura e attività in collaborazione con le scuole.

Quali sono i libri più venduti in questo periodo e quali ami consigliare di più?
Il bestseller della nostra libreria è Fisica della malinconia di Georgi Gospodinov, pubblicato   da Voland: è il romanzo su cui ho scritto la mia tesi di laurea, ed è la dimostrazione di quanto contino i consigli del libraio in una libreria indipendente. Vendo molti libri di storia e cultura locale, e tanta letteratura per l’infanzia. È un piacere vedere che in molti regalano libri ai ragazzi.

Di che cosa hanno bisogno i librai in Italia (iniziative di promozione, legislazione ad hoc, sostegni finanziari, associazionismo di categoria)?
Ci sono già delle associazioni a riguardo (una tra queste l’ALI), ma mi sembra che i loro sforzi si disperdano. Credo sarebbe necessaria una legislazione più seria sulle scontistiche, e agevolazioni finanziarie.

Che cosa c’è da leggere, invece, sul tuo comodino?
Al momento sto leggendo due libri che presenteremo a breve: Lettere meridiane: cento libri per conoscere la Calabria di Francesco Bevilacqua e Ti ho vista che ridevi del collettivo Lou Palanca, entrambi pubblicati da Rubbettino. Ma c’è sempre, e mai da lì si muove, una copia del libro di Michael Ondaatje, Il paziente inglese: Non mi separo mai da lui, e mai l’ho fatto in tutti gli anni da nomade per l’Italia.

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INDILIBR(A)I – Scanner off da Scripta Manent

INDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

Libreria Scripta Manent
Via Pietro Fedele, 54 – Roma
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Torna SCANNER da Scripta Manent in modalità mono.

Dopo la seconda edizione di SCANNER, dal 5 all’8 febbraio 2015, dedicata alle autoproduzioni italiane, gli indomiti Maurizio Ceccato e Lina Monaco hanno deciso di organizzare incontri monografici sul tema, due volte al mese.

nodes3:4Si comincia venerdì 24 aprile alle 19 con «nodes», rivista di arte e neuroscienze. Dionigi Mattia Gagliardi presenterà il quarto volume della rivista Fabio Mauri. Archivio di Memoria dedicato a uno dei maestri dell’avanguardia italiana del secondo dopoguerra.

Fabio Mauri è morto nel 2009. Il Presidente Giorgio Napolitano in occasione della sua scomparsa ebbe modo di ricordare «l’intensa attività di creazione artistica sviluppata da Fabio Mauri nel segno di una ininterrotta ricerca e apertura al nuovo, e il suo impegno nel campo dell’organizzazione culturale (…) ne avevano fatto una figura di rilievo nel panorama dell’arte e della cultura italiana».

fabio mauri