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Un libro si pubblica. La parola al redattore Massimiliano Borelli

COSA SI FA CON UN LIBRO? Seconda edizione Roma 

COSA SI FA CON UN LIBRO? prima edizione Roma

di Emanuela D’Alessio e Rossella Gaudenzi

Di che cosa hanno bisogno i librai indipendenti in Italia? Serve o non serve la legge Levi? Perché non decolla un forte associazionismo di categoria?
Anche il terzo appuntamento di Cosa si fa con un libro? con il redattore de L’orma editore Massimiliano Borelli, il 12 marzo nella libreria romana Risvolti, è stato avviato con uno sguardo alle librerie indipendenti.

Alessandro Fratini, che insieme a Barbara Facchini gestisce la libreria Risvolti, ha una visione chiara della situazione.
«La realtà delle librerie indipendenti è di fatto molto complessa, con esigenze e obiettivi spesso differenti se non divergenti. La legge Levi rappresenta un problema: il tetto del 15% di sconto, che può salire fino al 25%, non è compatibile con una libreria indipendente, ma la tendenza diffusa resta quella di chiedere comunque lo sconto. Noi cerchiamo un altro modo per fidelizzare i clienti e indurli a entrare in libreria. Abbiamo istituito tessere fedeltà, organizziamo eventi, presentazioni, attività per bambini; cerchiamo di rappresentare un punto di riferimento per il quartiere».
Diversità di esigenze e di interessi spiegano anche, ha proseguito Alessandro, il perché a Roma non si abbiano esempi efficaci di associazionismo tra i librai indipendenti. «Di tentativi ce ne sono stati molti, ma purtroppo tutti falliti. Chi fa il libraio indipendente dovrebbe capire da che parte stare ma, soprattutto, quali obiettivi perseguire».

Massimiliano Borelli, Emanuela D'Alessio, Alessandro Fratini

Massimiliano Borelli, Emanuela D’Alessio, Alessandro Fratini

Che cos’è L’orma editore
Al lieve pessimismo di Alessandro sul futuro prossimo delle librerie indipendenti si affianca l’entusiasmo e la passione di Massimiliano Borelli, letterato, saggista, professionista editoriale, redattore per L’orma editore.
«L’orma editore – ha spiegato – è una realtà medio-piccola per fatturato e vendite, con venti-venticinque titoli pubblicati ogni anno e un lavoro redazionale molto vivace. La si può definire una casa editrice di progetto, “portare in Italia ciò che si muove in Europa”, che ha avviato nel 2012 un discorso letterario e politico coerente. Gli editori Lorenzo Flabbi e Marco Federici Solari hanno concentrato interessi e scelte editoriali sulla letteratura moderna e contemporanea di Francia e Germania. Dalle suggestioni del quartiere berlinese Kreuzberg e di quello parigino Belleville nascono le collane Kreuzville, dedicata alla letteratura contemporanea, e Kreuzville Aleph, dalla prima lettera dell’alfabeto, per tornare alle radici della modernità fino all’Ottocento».

Che cosa fa un redattore editoriale
Il lavoro di redattore in casa editrice, che sia L’orma o qualsiasi altra, è complesso, minuzioso, prezioso. Richiede cura, esperienza e, soprattutto, una preparazione culturale elevata. Soltanto con questi elementi si riesce a garantire un prodotto di qualità.
«Si comincia, nel caso di libri stranieri, con la traduzione che in genere è affidata a collaboratori esterni. Da noi accade a volte che siano gli stessi editori (esperti traduttori dal tedesco e dal francese) a occuparsi della traduzione. Il redattore entra in gioco con la revisione, che consiste nella verifica puntuale del testo tradotto, alla ricerca della maggiore corrispondenza possibile con l’originale quanto a tono, registro, lunghezza, fedeltà di termini».

vds_4La correzione delle bozze
Fase essenziale nella lavorazione di un libro è la correzione delle bozze. Il ruolo di correttore, spesso svolto dallo stesso redattore, è frequentemente percepito come il più umile dei lavori editoriali. Invece è estremamente importante, perché se un libro arriva in libreria senza refusi (cosa che accade sempre più di rado) vuol dire che è stato svolto un lavoro di qualità.
«La correzione di bozze – continua Massimiliano – è il momento più lento nella lavorazione del libro.  Non è necessario comprendere il senso generale del testo bensì controllare grafia, punteggiatura, ortografia. Insomma, in fase di correzione di bozze non si scende in profondità, ma si resta in superficie, si legge senza leggere in realtà. Per garantire un buon lavoro di correzione, inoltre, non si dovrebbero superare le quaranta pagine al giorno. Sarebbe anche da evitare, se possibile, quell’ossessione per i refusi che ce li fa scovare ovunque, mentre camminiamo per strada, osserviamo un cartellone pubblicitario o un’insegna».

Editor e redattore
Il lavoro del redattore è spesso confuso con quello dell’editor e nelle piccole case editrici accade di frequente che venga svolto dalla stessa persona. In realtà si tratta di due mestieri distinti. Lo spiega bene Borelli, specificando che per i libri italiani l’editor è colui che sceglie i manoscritti e accompagna l’autore fino alla stesura definitiva. Per i libri in lingua straniera, invece, l’editor non interviene nel processo di stesura ma svolge un lavoro di contorno, si occupa dei testi di copertina, dei rapporti con gli agenti.
Un altro compito dell’editor è anche quello di redigere il breve testo per la quarta di copertina, risvolti o bandelle. La quarta di copertina ha un ruolo fondamentale nel fornire ai potenziali lettori le giuste motivazioni all’acquisto. «Accennare la trama, ricreare l’atmosfera e, come dire, spingere il pedale. Questo  è il fine di una buona bandella». Sembra facile, ma non lo è affatto.
«A L’orma – aggiunge Massimiliano – ci sono due redattori e due editori molto competenti che intervengono anche nelle fasi del lavoro redazionale. La lavorazione di un testo per arrivare alla pubblicazione ha una durata di otto-dieci mesi. In casi particolari (in occasione di centenari, ricorrenze, eventi) il lavoro si concentra in circa tre mesi».

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I Pacchetti
Tra le offerte editoriali de L’orma c’è l’originale e sfiziosa collana I Pacchetti di cui Massimiliano Borelli ha curato, in particolare, La mia arte sei tu di Luigi Pirandello, La vita non è facile. E allora? di Marie Curie e Colosseo. Due o tre cose che so di lui.
Sono veri e propri pacchetti che possono essere affrancati e spediti direttamente per posta. Contengono le lettere più originali e sconosciute di scrittori, poeti, uomini e donne illustri di tutti i tempi, come Giacomo Leopardi, Dino Campana, Marie Curie, Mary Shelley, Antonio Gramsci. Lettere tradotte o ritradotte, con un apparato di curatele per spiegare il percorso scelto. Tutto al competitivo costo di 5€.
Da poco ha preso forma un’evoluzione della collana originaria, I Pacchetti dei luoghi (non comuni), dedicata ai monumenti simbolo, come Statua della Libertà, Tour Eiffel, Muro di Berlino, Colosseo.
«Si tratta in realtà di luoghi molto comuni – spiega Massimiliano – di cui si forniscono mappe, cifre, un alfabeto per raccontare in modo inconsueto monumenti che tutti presumibilmente conoscono. Abbiamo inserito anche una selezione di letture d’autore, testimonianze di visitatori illustri. Questi pacchetti sono il risultato di un lavoro collettivo il cui risultato dà respiro al redattore, offrendogli stimoli e gratificazioni preziose».

Fra poco arriveranno in libreria due nuovi Pacchetti, Non chiedere ragione del mio amore di William Shakespeare e La forza del sangue di Miguel de Cervantes, in occasione del quattrocentesimo anniversario della scomparsa dei due giganti della letteratura, il 23 aprile 2016. Di Shakespeare, non essendo rimaste tracce della sua corrispondenza, sono state scelte quindici lettere tratte dalle sue opere più famose, tutte ritradotte dagli editori, sotto lo pseudonimo Eusebio Trabucchi.

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Una battuta, infine, sul fenomeno del self-publishing. «Non è una minaccia – assicura Massimiliano – dietro l’autopubblicazione, a parte la legittima aspirazione di lasciare qualcosa di scritto a qualcuno, trovo l’inconsapevolezza di ciò che sono scrittura, lettura, lavoro editoriale. La qualità di un testo lavorato è incommensurabile».

Che cosa legge Massimiliano Borelli
«Sto leggendo, quando riesco (Massimiliano ha una splendida bimba di tre mesi) L’arte di collezionare le mosche di Fredrik Sjöberg. Ho appena finito Mountains of the mind di Robert Macfarlane e prima ancora avevo letto  Il mondo a venire di Ben Lerner».

Ringraziamo Massimiliano Borelli per l’entusiastica partecipazione, ricordando il suo intervento a Libri come (Auditorium Parco della Musica, Roma), sabato 19 marzo alle 12, per presentare il Pacchetto Colosseo. Due o tre cose che so di lui.

Con Cosa si fa con un libro? ci rivediamo martedì 12 aprile, alla libreria Scripta Manent, per l’incontro con la scrittrice Rossella Milone.

Foto di copertina: Abhi Sharma

 

Foto: Simon Cocks

I consigli di Barbara Facchini e Alessandro Fratini
– Libreria Risvolti

INDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

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Via Sestio Calvino, 73-75 00174 – Roma
Tel./Fax. 0689537244
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C’è ancora posto in valigia? Perché dalla libreria Risvolti arrivano nuovi consigli.

Prendimi, Lisa Gardner (trad. di Daniele Petruccioli), Marcos y Marcos, 2015
Charlene Rosalind Carter Grant aspetta il suo assassino, lo fa da un anno, allenandosi a sparare, a tirar pugni e a correre perché le sue due migliori amiche sono già state uccise lo stesso giorno a un anno di distanza e ora è arrivato il suo turno.
Il sergente investigativo D. D. Warren si ritroverà a dover dare la caccia all’ipotetico assassino di Charlene e, allo stesso tempo, a un killer che giustizia i pedofili di Boston.
Il nuovo thriller di Lisa Gardner, come i precedenti, è un meccanismo perfetto, è impossibile staccare gli occhi dal libro.

Una spola di filo blu, Anne Tyler (trad. di L. Pignatti), Guanda, 2015
Ogni famiglia ha i suoi segreti, anche i Whitshank hanno i loro, hanno una storia e un modo di ricordarla e raccontarla. Anne Tyler ci accompagna, con la grande scrittura che la caratterizza, nella vita di questa famiglia, attraverso i Whitshank di oggi e quelli del passato, una famiglia molto unita (tavolate domenicali, vacanze tutti insieme ogni anno) ma pur sempre soggetta a quegli scricchiolii cui la vita vera ci sottopone.
Personaggi reali, irosi, simpatici, lunatici si muovono in una grande e solida casa di Baltimora, ma le grandi case, come le grandi famiglie, hanno bisogno di continue cure e attenzioni, altrimenti gli scricchiolii aumentano.

Più gentile della solitudine, Yiyun Li (trad. di Laura Noulian), Einaudi, 2015
A vent’anni di distanza Boyang cerca di mettersi in contatto con le amiche d’infanzia Ruyu e Moran, che ormai vivono in America, per comunicare loro la morte di Shoai. Questo episodio rievocherà nei protagonisti l’infanzia condivisa nella Pechino degli anni ’80, in particolare l’estate del 1989, a pochi giorni dagli scontri di piazza Tienanmen, e un segreto che dalla fine di quell’estate in poi ha portato solo solitudine nelle loro vite. Una solitudine radicata, divenuta indispensabile ma che ognuno di loro dopo vent’anni deciderà di superare. Yiyun Li’, con uno sguardo intimo e una scrittura tagliente, ci accompagna nelle vite dei protagonisti, senza giudicarli ma semplicemente seguendo con noi l’evolversi dei loro pensieri ed emozioni.

Un terribile amore, Catherine Dunne (trad. A. Arduini), Guanda, 2015
Per il suo ultimo, bellissimo romanzo, Catherine Dunne pare abbia preso ispirazione da un personaggio della mitologia greca, Clitennestra (la bellissima e vendicativa moglie di Agamennone); il romanzo infatti richiama molto la tragedia greca sia nello svolgimento sia nell’ambientazione. La scrittrice irlandese costruisce una trama intricata dove ogni azione dei personaggi ha una sua causa e un suo effetto. Le protagoniste hanno due personalità molto diverse tra loro e anche in questo caso la Dunne conferma la bravura nel delineare fisicamente e psicologicamente i personaggi.
Due donne, Calista e Pilar, la storia di una l’inverso dell’altra: Calista cercherà nell’amore per Alexandros la propria indipendenza, Pilar a causa di un amore clandestino quasi la perderà. Entrambe toccheranno il fondo, ma si rialzeranno più forti, determinate e vendicative. Le due donne quasi non interagiscono, ma si sfiorano, sono comunque presenti l’una nella vita dell’altra senza saperlo. Entrambe troveranno la forza di lottare per la propria vita, entrambe perderanno qualcosa di molto importante. Ve lo consigliamo.

INDILIBR(A)I – I consigli di lettura della libreria Risvolti

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Dai librai Barbara Facchini e Alessandro Fratini di Risvolti gli ultimi consigli di lettura.

La fortezza di Jennifer Egan  (traduzione di Martina Testa, minimum fax, 2014)
Jennifer Egan conferma il suo grande talento. A Danny, il protagonista, viene proposto da un cugino che non vede da anni, di aiutarlo a ristrutturare un castello medievale in Europa per farne un hotel di lusso. Le intricate gallerie sotterranee, i bizzarri personaggi che abitano il castello e delle strane visioni metteranno alla prova la fragile psicologia di Danny….e se invece il protagonista fosse Ray che scrive la storia di Danny mentre è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza? Romanzo gotico o psicologico? Semplicemente un raffinato gioco letterario con il quale la Egan ci esorta a usare la nostra mente, a non lasciare sopita la nostra fantasia e a non lasciarci soggiogare dalla tecnologia.

indice_medio_di_felicitàIndice medio di felicità di David Machado (traduzione di Romana Petri, Neri Pozza, 2015)
Terzo romanzo pubblicato in Italia del giovane scrittore portoghese, Indice medio di felicità racconta delle vite in crisi di tre amici in un paese in profonda crisi, il Portogallo. Racconta della loro idea di mettere su un sito dove ci si possano scambiare offerte di aiuto. Racconta di fallimenti, di giovani allo sbando, di disoccupazione. Ma soprattutto racconta dell’indice di felicità che ogni individuo crede di aver raggiunto o che vorrebbe raggiungere. Intenso, drammatico, a tratti esilarante. «Ho pensato: Siamo invincibili. Purchè continuiamo a crederci, siamo invincibili e possono accadere cose incredibili».

La verità capovolta di Jennifer duBois (traduzione di Silvia Pareschi, Mondadori, 2015)
Già nel suo precedente romanzo Storia parziale delle cause perse  Jennifer duBois aveva dato dimostrazione di grande bravura nell’approfondire l’animo umano. In La verità capovolta queste capacità si confermano. Si parte da un omicidio e da un arresto, ma in tutto il romanzo non conta tanto arrivare alla verità su chi abbia o meno commesso il fatto, quanto tutto ciò che una vicenda del genere può provocare nelle persone coinvolte, nella loro vita, azioni, pensieri, emozioni. Ben scritto (e ben tradotto) e decisamente piacevole da leggere.

A_con_ZetaA con zeta di Hakan Günday (traduzione di Fulvio Bertuccelli, Marcos y Marcos, 2015)
Due storie, due anime, due vite, Derdâ e Derda, lei e lui, A con Zeta. Il primo romanzo tradotto in Italia di Akan Günday (scrittore turco trentottenne, ha scritto ad oggi otto romanzi), è cinico, triste e bellissimo; con una scrittura tagliente, narra le difficili vite dei due protagonisti destinati a incontrarsi solo alla fine del romanzo e dal quel momento saranno l’una per l’altro inizio e fine. «Solo A e Z. Appena due lettere, ma contengono l’intero alfabeto. Ci sono… decine di migliaia di parole e centinaia di migliaia di frasi scritte con quest’alfabeto. Persino le parole che vorrei dirti e che non riesco a scrivere sono contenute tra queste due lettere. Una è il principio e l’altra è la fine. Eppure, è come se fossero state create l’una per l’altra, per essere accostate e lette insieme.».

Vita in famiglia di Akhil Sharma (traduzione di Anna Nadotti, Einaudi, 2015)
Akhil Sharma ha impiegato dodici anni e buttato nel cestino circa settemila pagine prima di far venire alla luce questo potente romanzo autobiografico. La storia della famiglia Mishra emigrata dall’India verso gli Stati Uniti alla fine degli anni ‘70 narrata dal piccolo Ajay; dalle meraviglie dell’eldorado d’America dove si trovano catapultati i Mishra alla dura realtà dell’incidente occorso al primogenito, Birju, che stravolge completamente la vita famigliare. Con una prosa asciutta lo scrittore ci guida nel quotidiano di Ajay mostrandoci che forse l’unica speranza di sopravvivere a questo calvario è imparare a scriverne. Vivamente consigliato!

INDILIBR(A)I – I consigli per l’estate di Risvolti

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In attesa che arrivi l’estate, i librai Barbara Facchini e Alessandro Fratini di Risvolti consigliano un bel po’ di libri!

libro-3d2Il lungo sguardo di Elizabeth Jane Howard (traduzione di Manuela Francescon, Fazi, 2014).
Romanzo del 1956, mai tradotto fino a oggi in Italia, è un preziosissimo regalo per il quale ringraziamo la casa editrice Fazi. La storia di un matrimonio, raccontata dalla “matrigna” di Martin Amis, a ritroso dal 1950 fino al primo incontro con il Kingsley Amis nel 1926. Vediamo con gli occhi dei protagonisti, specialmente quelli splendidi di Antonia, come sono arrivati al loro presente; seguiamo le loro paure e insicurezze, le finte certezze, gli inganni, i silenzi, i momenti felici e quelli tristi. La scrittrice, scomparsa a ottantanove anni nel gennaio 2014, mette a nudo la coppia con una scrittura semplice ma che incanta e cattura. Personalmente poche volte ho letto un romanzo tanto bello e sincero.

Piccola osteria senza parole di Massimo Cuomo (e/o, 2014).
Il secondo romanzo di Massimo Cuomo è una spassosa storia di amicizia e d’amore ambientata in un piccolo paese al confine tra il Veneto e il Friuli, ricco di personaggi bizzarri e adorabili.  «La brezza fresca sale dal fiume, il gusto del pesce gli punge la lingua e un rivolo di soddisfazione gli fluisce nell’anima: per come sente di aver comunque già trovato qualcosa, tutto sommato, in quel posto dimenticato da Dio che si chiama Scovazze Storie e paesaggi, sapori e odori, persino degli amici, forse, sebbene sia complicato da percepire, piuttosto difficile da interpretare. “Bronse cuerte” le definirebbero qui: braci sotto la cenere. Come le parole nascoste dentro questa gente silenziosa».

Roderick Duddle di Michele Mari (Einaudi, 2014).
Il nuovo romanzo di Michele Mari è un affascinante e molto ben riuscito omaggio alla letteratura d’avventura propria di Charles Dickens e Robert Louis Stevenson. Il protagonista è un orfano, cresciuto in un bordello, che affronta tutta una serie di peripezie per poter arrivare ad un lieto fine…vi ricorda qualcuno? Grazie a grandi personaggi ed infinite avventure, Michele Mari fa rivivere il romanzo e l’arte figurativa propri del settecento e dell’ottocento, disseminando qua e là riferimenti letterari che vi divertirete volta per volta a scoprire e a indovinare.

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Giorni di spasimato amore di Romana Petri (Longanesi, 2014).
Romana Petri con questo piccolo romanzo ci regala una perla. Una tenera, malinconica storia d’amore, sullo sfondo di una Posillipo dal mare placido e scintillante; con grazia e delicatezza racconta la struggente storia di Antonio innamorato pazzamente di Lucia, della loro separazione forzata e dell’ostinazione di lui nel non abbandonare la speranza di poter vivere col suo amore.

Ovunque, proteggici di Elisa Ruotolo (nottetempo, 2014).
Tra le letture interessanti del catalogo nottetempo ce n’è una che spicca in questo periodo perché, presentata da Dacia Maraini e Marcello Fois, è stata selezionata nella dozzina del premio Strega 2014. Il romanzo di Elisa Ruotolo, sinceramente, interessante è dir poco. È la storia della famiglia Girosa raccontata dall’ormai cinquantenne Lorenzo che un giorno qualsiasi inizia a ricevere strane lettere che lo costringono a fare i conti col passato. La storia si snoda attraverso le stanze di Villa Girosa che rispecchiano le vite di coloro che le occupano, ora luminose ora cupe e piene di ragnatele. La scrittura che ci accompagna mantiene l’incanto del racconto che di solito fanno i nonni; i personaggi, l’ambientazione, i riti e miti di un tempo che noi non ricordiamo se non per sentito dire.

Toccata e fuga di Lisa Gardner (traduzione di Daniele Petruccioli, Marcos y Marcos, 2014).
Il terzo romanzo della Gardner racconta di un’intera famiglia (padre, madre e figlia adolescente) rapita, della loro prigionia e degli investigatori che fanno di tutto per ritrovarli, prima che sia troppo tardi. Nello spazio angusto nel quale sono rinchiusi i Denbe dovranno fare i conti con i segreti che mai si sarebbero rivelati e che potrebbero avvantaggiare i loro rapitori. Classico thriller mozzafiato, non si riesce a smettere di leggerlo: veloce, incalzante, pieno di suspense e colpi di scena.

Condominio R39 di Fabio Deotto (Einaudi, 2014).
Un’altra bella sorpresa nel panorama dei nuovi scrittori italiani. Un buon romanzo d’esordio con un meccanismo ben congegnato. Thriller gotico condito da personaggi finemente delineati con psicologie complesse che si risolvono man mano che si risolve il mistero.

INDILIBR(A)I – Risvolti consiglia La città assente di Ricardo Piglia

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ricardo pigliaRisvolti consiglia La città assente di Ricardo Piglia (SUR).

La città assente, romanzo del 1992 di Ricardo Piglia, tradotto e pubblicato solo quest’anno dalla casa editrice SUR, non è classificabile in nessun genere particolare. È un poliziesco, un romanzo di fantascienza, riflette sull’uso della lingua citando Joyce e Macedonio Fernandez (che ne è anche l’involontario protagonista) ed è anche una storia d’amore. Tutto parte dalla ricerca di informazioni su un museo e su una macchina che inventa storie in esso custodita. L’investigato…re incontra persone presumibilmente informate sui fatti per dipanare il mistero; «da ognuno di questi incontri ricava una storia di qualche tipo, il cui legame con l’oggetto dell’indagine è però il più delle volte fumoso» (cit. dalla prefazione di Tommaso Pincio). Una delle informazioni certe è che la “macchina” racchiuda l’anima della donna amata da Macedonio, che proprio lui l’abbia costruita insieme all’Ingegnere per mantenerla in vita facendole inventare storie…e forse anche quella dell’investigatore che cerca informazioni sulla “macchina” è una sua invenzione.
Consigliato a chi ama la letteratura sudamericana di qualità e a chi vuole sperimentare.

«La ciudad ausente è il secondo romanzo pubblicato da Ricardo Piglia, uscito in Argentina nel 1992, e solo oggi tradotto in italiano. Si divide in quattro capitoli ed è ambientato in un’apocalittica e quasi irriconoscibile Buenos Aires controllata dalla dittatura agli inizi del XXI secolo. Un giornalista, Junior, cerca di raccogliere indizi e informazioni riguardanti una macchina capace di creare storie, inventata da Macedonio Fernández (scrittore argentino che visse tra la fine del XIX secolo e l’inizio del secolo XX) con l’aiuto di un ingegnere europeo…Piglia recupera la tradizione letteraria, la rilegge e, riscattando vari aspetti di alcune opere, propone una rivalutazione critica dei suoi autori. Possiamo perfino arrivare a sostenere che il romanzo stesso sia una macchina per rileggere la tradizione letteraria: una reazione alle letture convenzionali della tradizione che passano da un critico all’altro in maniera stereotipata per riaffermare la necessità permanente della rielaborazione critica dei testi in base ai nuovi contesti sociali, culturali e politici. Piglia, in definitiva, nella Città assente si riappropria in modo inconsueto della tradizione letteraria a testimoniare che la reinterpretazione del passato è l’unica possibilità per comprendere il presente». (Enrico Leon, traduttore).

Ciudad ausente - illustrazione di Luis Scafati

Ciudad ausente – illustrazione di Luis Scafati

Ricardo Piglia è nato ad Adrogué, nella provincia di Buenos Aires, nel 1940. Il suo primo libro, una raccolta di racconti intitolata Jaulario (La invasión nell’edizione argentina), ricevette un importante premio dalla Casa de las Américas nel 1967. Da allora ha pubblicato altre tre raccolte di racconti – Nombre falso (1975), Prisión perpetua (1988) e Cuentos morales (1994) – e tre romanzi: Respirazione artificiale (Respiración artificial, 1980), La città assente (La ciudad ausente, 1992) e Soldi bruciati (Plata quemada, 1997), che vinse il Premio Planeta. È anche autore di numerosi saggi critici, fra cui tre edizioni della raccolta Crítica y ficción (1986, 1990 e 1993). Il suo ultimo libro è Formas breves (1999), una raccolta di brevi saggi critici in forma narrativa. Negli ultimi anni Piglia ha anche lavorato a diversi progetti cinematografici. Tra le altre cose, ha scritto la sceneggiatura originale di Corazón iluminado, diretto da Héctor Babenco, e un adattamento del Cantiere di Juan Carlos Onetti.
Le sue opere critiche e narrative sono state tradotte in inglese, francese, portoghese, tedesco e italiano. (Dalla prefazione di Sergio Waisman all’edizione statunitense del libro, uscita nel 2000 per la Duke University Press).

Leggi l’intervista a Ricardo Piglia (prima parte) sul blog di SUR
Leggi l’intervista a RicardoPiglia (seconda parte) sul blog di SUR

Ricardo Piglia
La città assente
trad. di Enrico Leon
SUR, 2014
pp. 208, € 15,00

INDILIBR(A)I – La libreria Risvolti. Intervista a Barbara Facchini e Alessandro Fratini

INDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

Libreria Risvolti
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Barbara Facchini e Alessandro Fratini, coppia in libreria da cinque anni e nella vita da diciassette, hanno avviato l’attività nel 2009, partendo dal nulla e quando era appena scoppiata la crisi. A 37 anni, con una grande passione per i libri e la lettura, tengono duro.

Risvolti è una piccola libreria con le pareti arancioni, nel quartiere Appio Claudio, vicino al bellissimo Parco degli Acquedotti, al rinomato ristorante Giuda Ballerino e alla fermata Subaugusta della metro A.

Quando nasce la libreria e perché?
Risvolti nasce nel 2009 grazie alla nostra grande passione per la lettura. Abbiamo scoperto subito che la passione da sola non sarebbe bastata, quindi ci siamo avvalsi dei consigli di altri librai e di qualche editore e per circa un anno abbiamo cercato di capire meglio se il nostro sogno fosse realizzabile o meno. Alla fine il coraggio ha avuto la meglio e abbiamo iniziato questa bella avventura.

Perché la scelta del nome Risvolti?
Avevamo diversi nomi in testa, abbiamo anche svolto un sondaggio tra i nostri amici e ha vinto Risvolti. Ci riferiamo naturalmente ai risvolti di copertina e a quelli che emergono dalle pagine di un romanzo, non ai risvolti dei pantaloni come ci ha chiesto un giorno un cliente.

Volendo descrivere la figura del libraio attraverso i miti letterari, scegliereste quello di Don Chisciotte o di Giovanni Drogo del Deserto dei tartari, o un altro ancora?
A noi piace molto la letteratura americana contemporanea e pensare a un libraio oggi ci fa venire in mente il Santiago de Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. La sua lotta contro il marlin, il suo coraggio e l’orgoglio, nonostante torni spesso a mani vuote, ci fanno pensare al lavoro quotidiano di tanti librai e alla loro dedizione. Santiago torna senza il marlin ma ha comunque “guadagnato” tanto.

Alessandro Fratini e Barbara Facchini

Quali differenze ci sono tra un libraio e un venditore di libri?
Qualche tempo fa Stefano Benni, dopo aver saputo che eravamo librai ci ha chiesto: «Allora sapete l’ubicazione esatta di tutti i libri che avete in negozio?». Ovviamente sì! Forse è proprio questa la differenza con un venditore di libri.

Se voi foste “solo” lettori, che cosa vi piacerebbe trovare in una libreria?
Anche se potrebbe sembrare poco, ci piacerebbe trovare un libraio competente così da essere certi di uscire con un bel libro in tasca, a prescindere dell’assortimento della libreria.

E che cosa trovano i lettori da Risvolti?
Soprattutto romanzi (la nostra passione) ma anche saggi (storici, politici, filosofici, psicologici) e un buon assortimento di editoria per bambini. Cerchiamo inoltre di dare voce e visibilità anche a piccoli editori indipendenti attraverso un lavoro di ricerca continua per premiare i molti professionisti che troppo spesso rimangono all’ombra dei grandi colossi. Spesso le sorprese più belle vengono fuori proprio da queste “piccole” realtà.

Chi sono i clienti della vostra libreria?
Prevalentemente donne (di tutte le età) e bambini. Più in generale chi entra in una piccola libreria di quartiere è alla ricerca di un buon consiglio di lettura e di uno scambio di idee sui libri letti, cosa difficile da ottenere in un supermercato o in una libreria di catena. È questo che cerchiamo di offrire quotidianamente ai nostri clienti.

Proponete iniziative per incoraggiare la lettura e l’incontro con i lettori?
Abbiamo sempre proposto molte iniziative. Il nostro orgoglio è il club del libro. Un’occasione per parlare e per condividere le emozioni e le riflessioni suscitate dalla lettura di un libro scelto da noi. Ci incontriamo una domenica al mese da ormai cinque anni. L’ingresso è libero e aperto a tutti e abbiamo sempre constatato una grande partecipazione. Ospitiamo inoltre numerosi autori (emergenti e non) per parlare insieme dei loro libri. Negli anni abbiamo ospitato, tra gli altri, Fabio Bartolomei, Marco Presta, Amara Lakhous, Luca Manzi, Nelson Martinico. Con l’aiuto di seri professionisti organizziamo anche molte attività per bambini: letture animate, laboratori espressivi e numerosi eventi che consentono ai più piccoli di conoscere cose nuove divertendosi.

Si parla molto in questo periodo di promozione della lettura. Arrivano da tutta Italia esperienze di grande successo, come Pianissimo – Libri sulla strada, Ottimo Massimo, Therese-Profumi per la mente, tutte caratterizzate da una forte passione al servizio di un’idea semplice e originale. L’ultima è quella del “libro sospeso”. Ma nello stesso tempo l’elenco delle librerie costrette a chiudere si allunga drammaticamente. Di che cosa hanno bisogno i librai in Italia?
Ci piacerebbe che tutti i librai (indipendenti, di catena e virtuali) potessero lavorare ad armi pari; gli sconti selvaggi spesso offerti dalle grandi librerie sono insostenibili per le piccole. Noi ci difendiamo con la nostra tessera fedeltà (offrendo sconti ai molti clienti affezionati che tornano volentieri nel nostro negozio) ma ovviamente in alcuni casi è difficile competere. Sarebbe auspicabile anche una maggiore collaborazione tra editori (soprattutto i più importanti) e librerie indipendenti per promuovere i libri e la lettura.

Quali sono i libri più venduti in questo mese?
Nel periodo in cui arriva in libreria Camilleri con una nuova indagine di Montalbano, La piramide di fango, è facile immaginare il titolo più venduto. Sta andando molto bene anche Il cardellino di Donna Tartt (Rizzoli) e una bella sorpresa costituita proprio da un’autrice esordiente, Alessandra De Rosa, con il suo Incroci (Galassia Arte) che abbiamo presentato in libreria qualche settimana fa.

Quali i libri consigliati?
Uno dei libri che stiamo consigliando molto in questo periodo è Roderick Duddle di Michele Mari (Einaudi): il romanzo (finalista al Premio Campiello 2014) è un omaggio alla letteratura d’avventura di fine ottocento, per gli amanti di Dickens e Stevenson.  Un altro libro che ci è piaciuto molto è ‘Ci rivediamo lassù di Pierre Lemaitre (Mondadori): una grande storia d’amicizia ( e di vendetta) sullo sfondo della Francia anni ‘20.