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La magia dei libri tattili illustrati

SCARABOCCHI – La rubrica dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi 

di Rossella Gaudenzi

«Quanto paesaggio si può scoprire anche in pochi centimetri quadrati! Toccare, sentire una superficie (la “pelle” delle cose) consente di avvicinarsi ad una conoscenza molto profonda del mondo perché permette di avere un contatto intimo con un luogo, una persona o anche solo una materia. È un movimento verso un sapere sensibile. È un viaggio. Anzi, può essere il viaggio». [Mauro L. Evangelista]

Il mio ingresso alla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Onlus ha il sapore di un ingresso a teatro. Dalla soglia vengo guidata, nella penombra, verso l’atrio che ospita la mostra A spasso con le dita e dove uno a uno si accendono i led a illuminare dodici tavole d’artista.

«Dodici tavole, per ogni tavola una parola che è parola di solidarietà, per ogni tavola con la sua parola di solidarietà, un artista”, esordisce Pietro Vecchiarelli, insieme a Stefano Alfano mente e braccio del Centro Produzione Libri Tattili.
Ed ecco che individuo le opere di Gek Tessaro-Scambio, Lorenzo Terranera-Dono, Chiara Carrer-Cerchio, per citarne tre fra i miei preferiti.

Ci spostiamo in una sala luminosa, un misto di ufficio e laboratorio, pieno com’è di scartoffie, materiali di vario tipo, macchinari: è appena arrivato un libro per il concorso Tocca a te! che Pietro Vecchierelli scarta sotto i miei occhi, occhi profani ai quali sembra un prodotto ben fatto.
«A spasso con le dita – prosegue Pietro – è un progetto riuscito, ben costruito e di grande successo finanziato da Enel Cuore Onlus che ha permesso, nel triennio 2010-2013, di produrre cinque libri tattili illustrati in mille copie ciascuno, pensati per essere condivisi tra lettori ciechi, ipovedenti e vedenti che, con doppio testo in nero e braille, sono stati distribuiti nelle biblioteche pubbliche, ospedali pediatrici, istituzioni culturali. Il progetto è andato talmente bene che Enel Cuore ha chiesto di produrre sia un sesto libro tattile, Settestella di Dario Moretti, sia una mostra itinerante di tavole tattili d’artista per esprimere il tema Le parole della solidarietà». Ed è presto spiegata la mostra.

Pietro Vecchiarelli e Stefano Alfano sono responsabili del Centro Produzione Libri Tattili, settore parallelo al Centro di Produzione del Materiale Didattico che realizza il materiale didattico per ragazzi ciechi in età scolare, 3-18 anni, destinato alle scuole. Sono stati assunti nel 1999 insieme ad altri tre tecnici di produzione per far sì che questo centro, all’epoca agonizzante, fosse rimesso in sesto.

Quale lavoro svolgono i responsabili del Centro Produzione Libri Tattili?
I loro compiti sono molteplici, le competenze le più disparate: produrre i libri, organizzare le mostre, portarle in giro, occuparsi del sito, trascrivere il braille, organizzare il concorso, presentare progetti per cercare i fondi per poter editare.
«A livello statale – spiega ancora Pietro Vecchiarelli – queste sono istituzioni che potrebbero fare di più: occorrerebbe coordinarsi, coinvolgere qualcuno che si appassioni. In questo momento la Fondazione Cariplo ci ha commissionato la produzione di due libri molto belli in 400 copie ciascuno, ora in stampa, Ombra e Foglie. In Francia si lavora diversamente: si edita un libro in qualche centinaio di copie e in una settimana tutte le biblioteche, in rete, chiedono il libro che viene distribuito a livello capillare. Ogni qualvolta esce un libro c’è una distribuzione garantita che consente il recupero rapido dei soldi ed è possibile andare in stampa con il titolo successivo. In Italia è tutto scollegato: alcuni progetti sono locali, alcune biblioteche fanno parte del comune, altre fanno capo alla Provincia, alcune sono biblioteche scolastiche. L’iter è complesso e farraginoso, però non ci perdiamo d’animo e pian piano procediamo. Ad oggi abbiamo prodotto cinquanta libri tattili illustrati. Realizziamo mostre che funzionano, c’è un piccolo mondo di nicchia, fatto di tante famiglie, tanti bambini».

Come funziona la stampa un libro tattile illustrato?
Il libro viene interamente creato presso il Centro: disegni, grammatura della carta, colle, adesivi, impaginazione, spessore delle pagine e così via. Gli unici tre passaggi che si svolgono altrove sono la stampa eseguita in tipografia, la stampa braille in serigrafia, la rilegatura. L’allestimento del libro, ossia l’assemblaggio delle parti, viene sempre e comunque svolto presso il Centro.


Come nasce il concorso nazionale
Tocca a te!?
Dal 2003 la Federazione si è agganciata al Concorso europeo Thyphlo & Tactus che, grazie al contributo della Commissione Europea e del Ministero Francese della Cultura, dal 2000 al 2007 ha promosso e diffuso l’editoria tattile a livello internazionale. I libri tattili illustrati vincitori delle varie edizioni del concorso sono stati editati nelle lingue dei paesi partecipanti. Dal 2008 il Gruppo Internazionale Tactus, autofinanziandosi, continua a esistere e a collaborare, tanto che il concorso è diventato mondiale.

«La novità del progetto Tactus – prosegue Pietro – è affermare l’esistenza di una modalità per illustrare una storia, quindi i libri prodotti da genitori, ragazzi e insegnanti sono stati raccolti, è stato creato questo concorso europeo la cui finalità era quella di premiare un libro vincitore e distribuirlo in tutte le lingue dei Paesi partecipanti. La si può definire la prima distribuzione seriale di un libro tattile illustrato. La finalità del progetto europeo era avere questi libri, dal costo di distribuzione elevatissimo, a un prezzo calmierato, agevolato; i fondi della Commissione Europea confluivano nel valore del libro che poteva così essere venduto a 10-15 euro».
Nonostante dal 2007 il progetto europeo Typhlo & Tactus non abbia più i finanziamenti, la forza di questa iniziativa si è sedimentata in ogni nazione partecipante. Si è deciso quindi di farlo proprio, il concorso. Il Gruppo Internazionale Tactus ha stabilito di limitare a cinque il numero di libri per ogni nazione, occasione per creare in ogni Paese il proprio concorso nazionale.

In Italia è nato Tocca a te!, concorso biennale giunto alla quarta edizione con la finalità di scegliere i cinque libri per il Tactus ma anche di mettere in gioco genitori, ragazzi, insegnanti. La premiazione è stata ospitata, per le prime tre edizioni, a Padova, Genova, Reggio Emilia, quest’anno sarà la volta dell’Istituto Serafico di Assisi, domenica 18 giugno.
Il concorso è dedicato a Mauro L. Evangelista, insegnante di educazione artistica della scuola munariana R. Bonghi di Roma che ha vinto il premio Tactus nel 2005 e 2006 con i titoli Troppo ordine, troppo disordine e Cuore di pietra.

«Mauro – ricorda Vecchiarelli – scomparso prematuramente, è stato un nostro caro amico e un collaboratore prezioso. Grande appassionato di illustrazione, ha dato vita a meravigliose installazioni e laboratori con materiali poveri come carta e corda. È riuscito a far sì che il libro tattile illustrato superasse gli schemi tradizionali della didattica speciale (la coccinella che si sposta sul piano inclinato), ma diventasse qualcosa di più complesso e articolato anche per temi maggiormente educativi».

Chi sono i partecipanti al concorso?
«L’intenzione non è quella di produrre esclusivamente libri belli – prosegue Pietro – che comporterebbe un concorso aperto a illustratori e scuole di grafica. La nostra finalità è produrre libri tattili illustrati e coinvolgere operatori, insegnanti, famiglie, bambini ciechi, curiosi, quindi a Tocca a te! possono partecipare tutti e per permetterlo abbiamo creato più categorie di concorso, con ben cinque premi diversi e tre menzioni speciali. Il premio più importante, Miglior Libro Italiano riceverà un premio in denaro di un importo di 1.500 euro».

Nel frattempo attorno a noi accadono cose e transitano persone, come sottofondo un suono di fustella. La visita non può considerarsi conclusa senza esplorare la “sala macchine” e quindi macchinari di stampa a rilievo e a controllo numerico per la prototipazione, macchine per la cartotecnica. In questo luogo tutti sorridono. Arrivo a capirlo mentre varco nuovamente la soglia, stavolta in uscita.
Il sogno di Pietro e Stefano è produrre libri, arrivare a editare ogni anno cinque titoli con tiratura un migliaio di copie da distribuire tra istituzioni, biblioteche pubbliche, ospedali pediatrici. L’impressione, quel che resta, è di aver attraversato un luogo di creazione di bellezza ma soprattutto di superamento del limite in cui ognuno fa la sua parte con, quasi un paradosso, una luce speciale negli occhi.

Juvenilia, la nuova collana di albi illustrati targata IFIX

SCARABOCCHI – La rubrica dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi 

di Emanuela D’Alessio

pinocchioTra le molte novità di quest’anno alla fiera della piccola e media editoria Più Libri, Più Liberi, conclusa l’11 dicembre, ne raccontiamo una in particolare.
Si chiama Juvenilia ed è la nuova collana di albi illustrati per bambini e realizzati dai bambini stessi, edita da IFIX di Maurizio Ceccato e Lina Monaco.

Non è l’ennesima serie di libri di favole illustrate, ma molto di più e di diverso.
Se la fiaba resta sempre il punto di partenza, è l’arrivo a stravolgere completamente la prospettiva. Juvenilia, infatti, utilizza i personaggi delle favole contemporanee già divenute classici, per poter raccontare con un linguaggio moderno, ma mai esplicito, i tempi della nostra contemporaneità.

Il primo ciclo prevede la riscrittura di tre favole, Pinocchio, La Sirenetta e Il brutto anatroccolo, tre favole che parlano di trasformazione.
Il risultato è il frutto di un lavoro di squadra e di competenze differenti: Eugenia Cassandra, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha messo a disposizione i suoi strumenti per comprendere i sottotesti presenti nelle favole; tre scrittori hanno rielaborato i testi cercando spiragli narrativi inaspettati per rendere le storie più vicine ai bambini del nostro tempo; infine i bambini, che hanno realizzato le immagini durante sei incontri, presso la libreria Scripta Manent, sotto la guida dell’illustratrice Cecilia Campironi.

Il primo libro in uscita è Pinocchio, narrato dallo scrittore e musicista Alberto Fiori. Un lento viaggio, attraverso i suoni e i rumori, in cui la trasformazione avviene nella notte. Mettendo su pagina ciò che Collodi non ci ha mai raccontato. Una voce narrante in prima persona che scandaglia, con curiosità e timore, i cambiamenti del suo corpo, materici e sensoriali. Il testo breve ma con ritmo incalzante, scandisce le ore che passano fino al risveglio. Le immagini illustrano un percorso inedito di un Pinocchio che sembra essere il protagonista della storia, fino a comprendere che quel personaggio, altro non era che un giocattolo col quale il bambino attraversa la notte, luogo simbolico in cui risiedono tutte le paure ancestrali e adolescenziali e, una volta fattasi luce, il giocattolo può essere riposto in una scatola perché il bambino è pronto per affrontare la sua giornata… o la vita.

pinocchio_juvenilia_02Ne abbiamo parlato meglio con Lina Monaco, responsabile editoriale di Juvenilia.

Riscrivere favole, e di quelle più celebri come Pinocchio, La Sirenetta o Il brutto anatroccolo, affidare a bambini il compito di illustrarle, e infine decidere di pubblicare “in casa”. Insomma, la sfida sembra un vero salto triplo mortale. Che cosa ne pensi?
Penso che sarebbe inopportuno disturbare i “monumenti” della nostra cultura fiabesca se non ne valesse davvero la pena. Il progetto è ambizioso e si fa carico di restituire al lettore una proposta inedita ma di cui, probabilmente, si sente già la necessità.

Come è nato il progetto? Dalle favole, dai bambini, da urgenze personali?
Era da un po’ che io e Maurizio Ceccato ci interrogavamo sulle favole di recente scrittura, quali fossero i contenuti che veicolavano e quali ingredienti utilizzassero per raccontare la modernità. Alcune di queste nuove favole riescono a fare breccia, nei genitori, nei bambini, ma molte restano nell’oblio. Cioè non raggiungono il lettore. E così ci siamo domandati cos’è che potesse tenere legati i genitori e i figli a una stessa lettura. E la risposta è stata immediata: un personaggio della nostra infanzia che parlasse con il cuore in mano delle proprie emozioni. Vicino alla mamma e al papà che leggono, ma con un linguaggio vicino ai figli.

Chi sono gli autori coinvolti e come si è svolta l’operazione di riscrittura?
Pinocchio è stato riletto da Alberto Fiori, musicista e paroliere. Un autore con una spiccata sensibilità e un gran senso del ritmo. Con lui c’è stata un’alchimia perfetta. Io gli ho esposto cos’è che sentivo come urgenza, e lui ha intercettato uno spiraglio narrativo inedito, ma soprattutto inaspettato. Il ritmo del cuore che inizia a battere in un corpo di legno segna l’inizio della trasformazione. Un viaggio fatto di rumori che Pinocchio non conosce e che lo riportano a vecchie paure passate. Non a caso questa trasformazione avviene di notte che è il luogo archetipico delle paure. Il luogo dove non esiste la ragione, ma solo la percezione. E il viaggio si conclude con l’arrivo della piena consapevolezza di sé stessi.

pinocchio_juvenilia_03Parliamo dei bambini “illustratori”. Quanti sono, che età hanno, come hanno lavorato, erano al corrente del fatto che le loro illustrazioni sarebbero finite in un libro?
I bambini, dai cinque ai dieci anni, sono arrivati in libreria da Scripta Manent grazie a una call fatta tra i nostri lettori affezionati, ma poi si è sparsa la voce col semplice passa parola tra genitori. Quello offerto era un laboratorio finalizzato all’insegnamento di una tecnica di illustrazione: il collage. Cecilia Campironi è una professionista. L’idea che quelle tavole potessero diventare le illustrazioni del libro ha costretto tutti i partecipanti a prendere sul serio il lavoro proposto. Sei appuntamenti e quasi quindici ore di lavoro. I bambini erano stanchi ma l’entusiasmo li ha tenuti sempre attentissimi.

Perché la decisione di pubblicare come IFIX invece di affidare un progetto così innovativo a un editore, magari specializzato in albi illustrati e letteratura per ragazzi?
IFIX è sempre stato un laboratorio, un’opportunità per le idee e per le persone di creare alchimie. Lavorare a un libro come questo richiede di guardare al pubblico bambino con le dovute precauzioni. Fare un libro per bambini è una sfida che va portata avanti con tutti i necessari supporti professionali. Non basta un disegno o una filastrocca per accontentare un pubblico così esigente e ci siamo voluti misurare in questa prospettiva. Abituati, in fondo, a offrire già la massima cura sia nei contenuti che nei dettagli estetici e grafici. E poi perché rientra nelle prerogative IFIX lavorare con le narrazioni per immagini.

Come si svilupperà la collana? Quante uscite sono previste e con quale cadenza? Insomma qual è il piano editoriale di Juvenilia?
Le prossime uscite arriveranno in maggio con La Sirenetta e Il brutto anatroccolo. I tempi non potranno essere rigidissimi perché i laboratori sono itineranti e devono produrre immagini di qualità. Il lavoro di post-produzione è davvero minimo e quindi produrre le tavole richiede molto tempo e cura. E poi ci sono le storie da riscrivere, gli appuntamenti con la dottoressa Eugenia Cassandra, psicologa dell’età evolutiva, ci aiutano, a noi della redazione e agli autori, in un mondo di argomenti che non si evincono da una lettura superficiale delle favole stesse.

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Chi vorresti come lettore ideale di questa collana?
Il pubblico a cui ci rivolgiamo è sicuramente quello dei bambini di età tra i cinque e i dieci anni. Se da una parte la semplicità del testo, infatti, sembra rivolgersi ai primi, la forza delle immagini e l’indagine dentro sé stessi e le proprie paure, avvicina alla lettura anche i più grandi. E poi ci sono i genitori ai quali destiniamo uno strumento per poter affrontare attraverso la lettura, i temi più cogenti all’età dei figli. La collana Juvenilia è stata pensata per realizzare libri fatti dai bambini per i bambini.

Roberta Cadorin, arte tra illustrazioni e cucina

FUORI CAMPO – Rubrica dedicata all’illustrazione e al fumetto

di Rossella Gaudenzi

Esse stanno allineate in ciascuno di noi. Vuote. Nessuno si siederà più. Di notte, al buio, si bisbigliano l’un l’altra delle strane vecchie storie. Il resto si legge.

Dino Buzzati, Le sedie (1965), in Le storie dipinte 

Avevo poco meno di un anno quando per la prima volta ho posato i piedi su boschi e rocce delle Dolomiti. Il rapporto di conoscenza con quei luoghi prodigiosi è stato costante per i miei primi venti anni. Il libro Un piccolo mondo a parte mi ha rimessa in contatto, dolcemente, con un mondo suggestivo la cui forza non cessa di incantare.

Torniamo a parlare di illustrazione con la bellunese Roberta Cadorin. «In passato una laurea in architettura allo Iuav di Venezia. Poi il mondo del fumetto con Roberto Totaro e quello d’illustrazione, alla scuola internazionale di Sàrmede, con l’insegnamento di Arcadio Lobato, Maurizio Olivotto, Anna Castagnoli e Javier Zabala. Il presente tra illustrazione, pittura e cucina».

libroinverdePartiamo dal presente e dalla pubblicazione del libro scritto da Elisabetta Tiveron e da te illustrato, Un piccolo mondo a parte. In viaggio tra Venezia, Alpago e Consiglio (Kellermann editore, 2016), secondo capitolo del progetto La strada del ciboCi racconti la genesi di questo libro?
Un piccolo mondo a parte nasce da una comune passione, di Elisabetta Tiveron e mia, per il cibo. Ci siamo conosciute grazie ai nostri blog (rispettivamente, cobrizoperla.blogspot.it e www.elisabettativeron.it; non propriamente foodblog). Poi è seguito un incontro dal vivo e, nata una concreta amicizia e stima reciproca, abbiamo pensato di collaborare.
Elisabetta aveva già avviato questo progetto, La strada del cibo per Kellermann editore. Per questo titolo si è trattato di guardarci un po’ attorno e scovare una chiave di lettura per scoprire e studiare una piccola ma preziosa porzione di territorio, a metà strada tra Elisabetta, veneziana  e me, bellunese. L’essenza di questo libro è il non essere una semplice guida né un compendio di cucina.
Le illustrazioni non sono nate a testo ultimato, come avviene usualmente, ma si sono sviluppate parallelamente, in relazione alle escursioni fatte sul posto. Poi, come per magia, i due racconti, quello narrativo e quello illustrato e fotografico (che non vogliono essere didascalici), si sono incastrati perché quello che abbiamo tracciato in questi luoghi si dipana davvero come un percorso di anima e di pancia.
La più bella soddisfazione è sentir dire dai lettori che incuriosisce ed emoziona.

Roberta Cadorin

Roberta Cadorin

Sei nata e vivi a Belluno. I “tuoi luoghi” hanno influenzato in qualche modo il tuo modo di fare illustrazione?
Credo proprio di sì, inevitabilmente e, più o meno, inconsapevolmente come anche l’uso frequente di carta, colori, colla e forbice sin da molto piccola.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Le emozioni, gli incontri, e quindi anche la lettura, il cinema, la pittura o la fotografia, ma anche il semplice vissuto quotidiano o un viaggio.

Ci sono illustratori che puoi definire tue fonti di ispirazione?
Amo illustratori diversissimi tra loro. Ad esempio Saul Steinberg, Carll Cneut, Hervé Tulle o Beatrice Alemagna che non hanno molto in comune tra loro, no? E tanto meno io con loro, purtroppo. È appagante quando poi accade di conoscere un artista di cui apprezzi il lavoro e in seguito si rivela anche una persona di spessore dal vivo. Sono molto grata e affezionata a quelle generose che ho incontrato e che mi hanno rese partecipe del loro sapere.

Come è avvenuta la conversione da architetta a illustratrice?
Quando ho scelto architettura tanti anni fa ero consapevole non fosse la strada a cui più ambivo, ma non avevo alternative. Non ho mai sentito profondamente la vocazione del progettista architettonico.
Da laureata, a un certo punto, la nostalgia del disegno e del colore si è fatta talmente prepotente che ho girato pagina definitivamente, senza alcun rimpianto. C’è stata un’agenzia di grafica di cui ero titolare, con altri soci, e a seguire un paio di corsi alla scuola internazionale di illustrazione di Sàrmede. Quindi un figlio che mi ha rivoluzionato la vita e regalato una visione privilegiata su di essa. Ora credo di avere fatto un passo in più: mi sono perdonata quella scelta universitaria fatta con ingenuità.

saladCi parli del tuo presente tra pittura e cucina?
I due ambiti si intersecano spesso nelle mie giornate, tra tavolo da disegno e tavolo della cucina. In entrambi le passioni, l’esercizio può migliorare la tecnica. Ecco, l’unica pecca di questi due amori paralleli è che, se mi dedico più a uno, trascuro inevitabilmente l’altro.

Qual è il tuo rapporto con l’illustrazione di libri per ragazzi?
Ho iniziato a sfogliarne comperando libri illustrati per il mio bambino. Credo che lui abbia contribuito molto a far crescere il mio interesse, anche se ho constatato più di una volta che ciò che piace a me spesso ai piccoli non garba.

Traendo ispirazione da una tua suggestiva illustrazione con citazione di Dino Buzzati: che lettrice è Roberta Cadorin?
Ah, Buzzati, grande illustratore tra l’altro! Bellunese e amante delle montagne, come non amarlo? Era un grande consumatore e conoscitore di racconti per immagini, con interessi visivi molto variegati e un’affascinante e misteriosa capacità di infarcire la narrazione con suggestioni apparentemente lontanissime. Ora non chiedermi fra tutti qual è il libro che ho letto nella mia vita e che maggiormente mi ha influenzata. Ti risponderei i testi scolastici di latino. Che incubo! Non mi ricordo più nulla, ma li sogno ancora di notte quando sono agitata. Per usare una metafora culinaria, potrei dire che alterno bulimia a pause di digiuno, con la lettura. Ecco, una cosa che proprio non voglio fare è terminare per forza un libro che proprio non mi piace. Era un obbligo ai tempi della scuola. Perché dovrei farlo ora nel tempo libero?

Un accento sul futuro. Illustrazione di Roberta Cadorin

Un accento sul futuro. Illustrazione di Roberta Cadorin

Puoi darci qualche anticipazione sui tuoi lavori in corso-prossime pubblicazioni?
Al momento sto lavorando ancora sul cibo, ma in contesti diversi. I referenti sono francesi ma con un occhio attento al panorama italiano. Un altro progetto in corso interessante è con un editore orientale. Mi incuriosisce molto poter vedere le mie illustrazioni affiancate a segni della scrittura orientale. Ma preferisco non aggiungere altro per scaramanzia.

L’ultima, immancabile domanda: cosa c’è da leggere sul tuo comodino?
Ci sono alcuni bigliettini di mio figlio con alcune frasi emozionanti che non riusciamo a dirci a voce; un libro di poesie di Nina Cassian, C’è modo e modo di sparire; Storia di un corpo di Daniel Pennac con illustrazioni di Manu Larcenet; Les poings sur les îles, un libro con testo in francese di Elise Fontenaille e illustrazioni dell’adorabile Violeta Lopiz; un’opera di architettura France ou Alemanne: un livre inécrit de Le Corbusier di Jean Louis Cohen.

Sensi Unici: L’universo del libro tattile illustrato

SCARABOCCHI – La rubrica dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi 

di Rossella Gaudenzi

è solo dopo aver posato le mani che si posa lo sguardo
Sandro Penone

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Con piena consapevolezza posso affermare che sia stato un onore, oltre che un piacere profondo, prendere parte, sabato 12 novembre, allo speciale incontro di formazione precedente l’inaugurazione della mostra Sensi Unici. Mostra di libri e opere tattili, in calendario a Palazzo delle Esposizioni fino al 26 febbraio 2017.
Il progetto in questione è di ampio respiro; la mostra è a cura del Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni in collaborazione con la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Onlus.

Ho imparato, con ammirazione costante ed emozione crescente, una miriade di cose. Le parole di Pietro Vecchiarelli, responsabile della produzione di libri tattili illustrati della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus – Roma, sono state innanzitutto una fucina di suggestioni e in secondo luogo una fonte di conoscenza.
img-20161112-wa0018Ho scoperto con stupore quanta bellezza racchiuda il libro tattile illustrato e come tale oggetto sia libro per tutti: per non vedenti, per ipovedenti, per vedenti grandi e piccini. Il libro tattile illustrato è arricchimento.
Ho imparato quale poderoso strumento sia, il libro tattile illustrato, di integrazione scolastica e sociale per non vedenti e ipovedenti.
Ho imparato che la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus fa un appassionato lavoro sulla letteratura per l’infanzia per aprire il libro tattile al mondo esterno e fornisce materiali per bambini e ragazzi tra i 3 e i 18 anni.

Sono venuta a conoscenza dei parametri indispensabili per questo tipo di opera, quanto a testo (in nero e in braille), a illustrazione (a rilievo), a copertina (che funge in primo luogo da protezione) e slide dopo slide ho appreso nozioni sugli indispensabili criteri di forma, spessore, colore, tessitura, posizione, congruenza.
Di come per il non vedente la lettura, a differenza dal vedente, parta dal particolare, per essere accostato a un altro particolare e a un altro e a un altro ancora, per arrivare al generale.
Dell’importanza della verbalizzazione: è necessario che la realtà venga raccontata, pagina dopo pagina, da un adulto che aiuti a creare l’immaginario del bambino.
La rilegatura, il testo, le immagini, la copertina, sono del tutto differenti rispetto ai normali libri illustrati, richiedono attento adattamento dei prototipi, i costi finali sono elevati.
Di queste e di altre cose, sono venuta a conoscenza.

img_20161113_161914E ora viene il bello, il bello dei numeri che testimoniano come il libro tattile illustrato si sia fatto strada nel mondo di noi vedenti e si fa vedere e notare. In un gioco di parole, il libro tattile illustrato fa rumore.

In principio era il Concorso Internazionale Typhlo & Tactus (2000-2007) di ideazione francese, volto alla condivisione e distribuzione del libro tattile illustrato: circa 5.000 libri sono stati distribuiti in Europa. L’Italia ha vinto il primo premio nel 2004 con due libri, Coccinella va in montagna di Tiziana Mantacheti e Piccina, Piccina come una formichina di B. Ferrazzano-M. R. Botta, in seno al solco della “didattica speciale”. Complessi, per temi e articolazione, i libri di Mauro L. Evangelista, che ha vinto sia nel 2005 con Troppo ordine, troppo disordine, sia nel 2007, con Cuore di Pietra.
Ancora idee e diffusione: A spasso con le dita, Progetto Nazionale itinerante a sostegno della letteratura per l’infanzia e dell’integrazione fra vedenti e non vedenti che tra il 2010 e il 2013 ha distribuito 5.000 libri tattili a mille istituzioni italiane, tra biblioteche pubbliche e ospedali pediatrici.
Tocca a te! è il concorso nazionale di editoria tattile illustrata. La città scelta per la premiazione delle migliori opere della quarta edizione, quella del 2017, è Assisi (16-18 giugno). Concludendo con i numeri: in tre edizioni sono stati inviati oltre 500 prototipi di libri tattili illustrati.

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La mostra Sensi Unici si articola in quattro sezioni. Prima tappa, il Tatto inteso come forma d’arte, a partire dai maestri, dunque da opere di Munari, Katsumi Komagata, Sophie Curtis e Maria Lai. Si prosegue con le materie prime del libro tattile: Carta, Filo, Stoffa. Si tocca, si esplora, e si deve toccare tutto, ogni materiale esposto. Con le mani e con il corpo.

Un mondo per me nuovo, a cui prima pensavo solo superficialmente, si è tolto il velo.

Scrivere per ragazzi, un corso di scrittura e molto altro

SCARABOCCHI – La rubrica dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi 

di Emanuela D’Alessio

Inizia oggi Scrivere per ragazzi, un insolito corso dedicato alla letteratura per ragazzi, organizzato dalla Scuola del libro, laboratorio permanente ideato da Marco Cassini (fondatore delle case editrici minimum fax e SUR).

Nei dieci incontri, previsti fino a marzo 2017, le scrittrici Carola Susani e Nadia Terranova accompagneranno i loro studenti in un interessante viaggio nella tradizione letteraria per ragazzi, dai capolavori come Alice nel paese delle meraviglie, Pinocchio e Pippi Calzelunghe ai classici contemporanei come Harun e il mar delle storie di Salman Rushdie, passando per la non-fiction per ragazzi, gli albi illustrati, i romanzi per adolescenti, fino ai libri usciti e premiati negli ultimi anni, con uno sguardo al panorama internazionale.

Abbiamo chiesto a Carola Susani e Nadia Terranova di raccontarci meglio di che cosa si tratta.

Nel panorama dell’offerta formativa per i mestieri della filiera editoriale, il corso Scrivere per ragazzi risalta per la sua originalità. Come è nata l’idea?
CS – I corsi per insegnare a scrivere ai ragazzi sono pochissimi, e invece la scrittura per ragazzi è molto forte, sia dal punto di vista delle vendite, sia della qualità letterarie. Valeva la pena, così abbiamo pensato, di offrire uno spazio (e del tempo) dove imparare e ragionare.
NT– Io sono stata molto felice quando Carola e Marco Cassini mi hanno contattata per propormi di lavorare insieme, porterò nel corso tutta la mia esperienza di insegnamento precedente, soprattutto per quello che riguarda l’albo illustrato.

volantino_susani_terranova_interoA chi si rivolge e con quali obiettivi?
NT – A tutti quelli che vogliono scrivere per un pubblico di bambini o adolescenti, principianti assoluti o scrittori in cerca di un confronto. A quelli che hanno già scritto qualcosa ma sentono di poter migliorare. Agli illustratori che hanno le immagini ma non la storia.

Carola Susani, oltre a una lunga carriera di scrittrice per adulti e ragazzi, hai una consolidata esperienza anche come docente di scrittura narrativa nelle scuole medie e superiori e nelle case editrici. Nei tuoi incontri parlerai di classici per ragazzi, riscrittura e divulgazione narrativa. Puoi anticipare qualche dettaglio?
Proverò a fare un po’ di storia della letteratura per l’infanzia, ma si tratterà di storia che provoca. Leggeremo i classici per l’infanzia per rubare segreti, imparare da loro. Poi giocheremo a riscrivere classici per grandi o anche semplicemente libri dedicati a un altro pubblico: ci domanderemo come cambia la struttura e la lingua se cambiano i lettori. Ci interrogheremo poi sulla non-fiction per ragazzi, che comprende anche la divulgazione ma è un campo molto vasto, proveremo a orientarci all’interno di quel campo, sempre alla ricerca di modelli e possibilità.

Nadia Terranova

Nadia Terranova

Nadia Terranova, vincitrice di numerosi premi tra cui ci piace ricordare quello per Bruno il bambino che imparò a volare (orecchio acerbo, 2012), ti soffermerai sugli albi illustrati, i romanzi per preadolescenti e per giovani adulti. Quali sono le differenze tra un romanzo per preadolescente e uno per giovane adulto?
Nei romanzi per ragazzi delle scuole medie, in genere sono ancora abbastanza presenti genitori,  insegnanti, zii. I rapporti con gli adulti, conflittuali o problematici, sono parte della tematica affrontata. E ci si può ancora concedere un po’ di fiabesco, mentre si affrontano temi adulti come la sessualità e la morte: mi piace molto quella fascia perché mi permette di stare nell’età di mezzo, in quell’incertezza-ponte fra il doloroso ma necessario distacco da un’infanzia appena lasciata e la promessa di un futuro ignoto quanto attraente e spaventoso. Lì in mezzo succede di tutto. Poi si diventa più grandi, e cadono molti tabù: i romanzi per giovani adulti hanno un altro livello di interesse, in fondo anche Il giovane Holden fa parte di quella categoria. Sono i romanzi di formazione per eccellenza, e nelle letture di un ragazzo devono starci sia i classici sia i contemporanei, anche i più commerciali, perché chi legge possa sentire che parlino proprio a lui.

Che cosa si intende per albo illustrato e chi sono i principali fruitori di questo prodotto?
NT – L’albo illustrato è un libro in cui le illustrazioni e il testo dialogano fra loro in maniera creativa e sorprendente. Non è un semplice libro con dei disegni, non è un semplice album con delle didascalie: è una terza forma di letteratura in cui le due forme espressive hanno pari forza. L’albo è destinato a tutti, non solo ai bambini, per i quali comunque costituisce una prima importante forma di educazione artistica e di lettura attiva.

Si parla genericamente di letteratura per ragazzi, ma è un settore della narrativa molto articolato cui le case editrici, anche quelle più generaliste, mostrano una crescente attenzione. Volendo tracciare un quadro, per quanto sintetico, dell’offerta editoriale italiana in questo campo, chi sono gli editori di riferimento dal punto di vista qualitativo?
CS – Da Mondadori a Salani, da Rizzoli a Bompiani, da Feltrinelli a Einaudi, le grandi realtà editoriali più o meno parenti fra loro, hanno le loro collane per ragazzi. Io amo molto il lavoro che fa la casa editrice di dimensioni medie Donzelli. Ma anche e/o. Ci sono poi case editrici più piccole che trovano uno spazio specifico, Sinnos ad esempio è una casa editrice che ragiona di diritti, questioni psicologiche. O case editrici più grandi come Laterza che affrontano il mondo dei ragazzi dalla propria prospettiva, che è quella della storia sociale e scientifica interpretata in chiave narrativa. C’è la Nuova frontiera Junior che ha attratto l’attenzione con la bella collana Classici (ci siamo anche Nadia e io). Ci sono le raffinatissime Orecchio acerbo e Topipittori, che fanno albi opere d’arte, sia per quel che riguarda la parte illustrata che quella narrata. Ma il panorama è molto vasto.
NT – Impossibile fare dei nomi, ne resterebbero fuori troppi altri! Diciamo che fanno un ottimo lavoro soprattutto i grandi gruppi editoriali con i romanzi e i piccoli con gli albi illustrati; ma ci sono tante eccezioni positive alla regola.

Esiste poi un’editoria “specializzata” in libri illustrati e letteratura per ragazzi. Una scelta apparentemente più difficile e coraggiosa, ma che sembra essere premiata dalle cifre di vendita. Chi sono i principali protagonisti?
NT – Vale quello che ho detto nella risposta precedente, aggiungo solo che l’editoria illustrata ha dimostrato di resistere anche alla crisi del cartaceo.

Esiste un gap tra Italia e resto del mondo in questo settore? Quali sono le maggiori differenze, qualitative, di contenuti, di risposta da parte dei lettori?
NT – In Italia abbiamo bravissimi autori e bravissimi illustratori. Peccato che non sempre abbiano da noi lo stesso riconoscimento retributivo e professionale che altrove. Per questo motivo per molti illustratori, per vivere, l’unica è lavorare all’estero, soprattutto in Francia. Ovviamente, essendo l’illustrazione un linguaggio universale che non necessita di traduzioni, per loro è più facile rispetto agli scrittori.

Carola Susani

Carola Susani

Quando è iniziato il vostro viaggio nella lettura e con quale libro?
CS – Il primo libro che ho letto, all’inizio della II elementare, è stato il Diario di Anna Frank. Ho cominciato con un libro non-fiction e mi sono appassionata alla lettura di narrativa d’invenzione. Anna e il suo diario, a dispetto dei nazisti, mi sono sembrati fortissimi, erano in grado di vincere la morte e di arrivare fino a me. Credo che questo mi abbia fatto innamorare della letteratura. Più tardi, dopo un’infanzia segnata da letture da grandi, attorno ai dodici anni, mi sono ritrovata a leggere letteratura per ragazzi. Polly Anna mi ha incantato: ho scoperto che si poteva scrivere anche “del bene” e la cosa mi ha commosso.
NTI bambini che vivevano dentro una scarpa è il primo albo illustrato che ho adorato, ce l’ho ancora, tutto scarabocchiato e con una pagina mancante: è la storia di una vecchina che si prende cura di una tribù di bambini e insegna a ognuno a coltivare le proprie specialità per vivere tutti insieme. Poi Violetta la timida di Giana Anguissola, Professione spia di Louise Fotzhough, Speciale Violante e Principessa Laurentina di Bianca Pitzorno, Il giardino di mezzanotte di Philippa Pearce, Le streghe di Roald Dahl.

Quale libro consigliereste a un bambino e a un ragazzo che deve iniziare a leggere?
CS – Dipende dal bambino e dal ragazzo. Dovrei conoscerli a uno a uno. Di sicuro, a un bambino e a una bambina darei da “leggere” Munari. A un ragazzo metterei in mano Martin Eden. Il prima possibile suggerirei di spazzolarsi i classici, i meravigliosi classici per ragazzi, realistici attraverso eccessi di nonsense e assurdità, da Alice a Pinocchio. Ma anche le storie d’avventura, Salgari, Verne. A un bambino o una bambina regalerei le poesie di Scialoja (e anche di Folco Maraini), e potrei andare avanti.
NT – In questo momento a un bambino regalerei Una strana creatura nell’armadio di Mercer Mayer, Camelozampa, sulla paura del buio; a un ragazzo delle medie Oh, boy! della mia adorata Marie-Aude Murail (Giunti); a un adolescente Melody di Sharon M. Draper (Feltrinelli), che racconta la testa di una ragazza disabile attraverso tutte le parole che non dice.

Una domanda di rito per Via dei Serpenti: che cosa c’è da leggere sul vostro comodino in questo momento?
CS – Il libro di Cristina Durastanti, Cleopatra va in carcere.
NT – Il mio comodino, come al solito, soccombe; i libri sono molti di più di quelli che nominerò (e anche purtroppo di quelli che riuscirò a leggere da qui a Natale), comunque fra gli altri due romanzi di cui sono curiosissima: Prima di sparire di Tommaso Giagni (Einaudi) e Tutto il nostro sangue di Sara Taylor (minimum fax). Poi ho Zagazoo di Quentin Blake, Camelozampa come ultimo acquisto di albo illustrato, l’ho letto immediatamente, ma lo tengo un po’ vicino prima di riporlo in libreria (è un capolavoro!), e Per sempre di Judy Blume (Rizzoli), un classico per adolescenti degli anni Settanta, sono a metà ed è ancora attualissimo. E poi tutto Kafka: sto rileggendo tutti i racconti e gli aforismi per un incontro su di lui che devo fare a breve, e sto leggendo anche diversi suoi scritti che ancora mi mancavano.

The little reader, la libreria per ragazzi nel cuore dell’Esquilino

INDILIBR(A)I – Rubrica dedicata ai librai e ai lettori indipendenti

The little reader
Via Conte Verde, 66b – Roma (Esquilino)
06 87784678

di Rossella Gaudenzi

The little reader è una libreria, unica nel suo genere, dedicata a bambini e ragazzi. Vogliamo che la lettura sia un piacere per i bambini e al tempo stesso fornire uno spazio di socialità per i loro genitori / The little reader is a unique bookshop for children in central Rome. Our aim is to make reading fun for kids whilst proving a space for mums and dads to hang-out.

shop 6Caroline la temeraria il 17 maggio 2014 apre, nel suggestivo e difficile quartiere romano Esquilino, la libreria The little reader, fortemente connotata; destinata a un pubblico di piccoli lettori, con un’offerta di libri in italiano e in inglese: Libreria per bambini, café e luogo di incontro per mamme e papà/ Bookshop, café and meeting place for mums and dads.

Qual è la storia di Caroline e della sua creatura, The little reader?
Sono nata e cresciuta a Londra e abito a Roma da quindici anni con mio marito e le mie due figlie (di cinque e un anno e mezzo). Dopo aver lavorato tanti anni come insegnante di inglese in Inghilterra, Italia e Maldive e come antropologa nel settore di cooperazione e sviluppo, ho deciso di seguire un’altra delle mie passioni e aprire una libreria per bambini e ragazzi.
L’idea di The little reader  nasce all’Esquilino, dove abito, per colmare un vuoto. C’era bisogno di un posto dove le persone – adulti e bambini – potessero incontrarsi, sostare, stare insieme, che fosse piacevole e accogliente, e dove poter soddisfare un’esigenza culturale quale è quella di leggere e partecipare ad attività che prendono spunto sempre dai libri.

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Come si caratterizza la proposta, unica nel suo genere, rappresentata da The little reader? Ci racconti alcune delle iniziative che caratterizzano la tua libreria (Storytime, Harry Potter Booknight, ecc…)?
Quello che rende viva la nostra realtà sono le tante attività che abbiamo in cantiere: alcune fisse, altre estemporanee. Una volta a settimana di pomeriggio abbiamo lo Storytime: un lettore madrelingua inglese legge a bambini in età prescolare una storia in inglese, con un condimento di canzoni e filastrocche che favoriscono l’immersione linguistica. Il sabato mattina abbiamo The Saturday Morning bookclub, per bambini dai 3 ai 6 anni, un laboratorio in cui la lettura su libri si incrocia con attività creative e giochi, sempre con lettrice madrelingua. Un giorno a settimana è previsto anche un laboratorio per piccolissimi (0-24 mesi) dove i bambini sperimentano suoni e parole con le loro mamme.
A seconda delle ricorrenze o delle stagioni proponiamo laboratori tematici su un personaggio letterario (Alice, Peter Pan, Pippi Calzelunghe) o su un autore (Roald Dahl, Julia Donaldson) o mutuando dalla tradizione inglese, stabiliamo un giorno di festeggiamento con un evento specifico, come nel caso di Harry Potter, il nostro sold out per eccellenza! E ancora, organizziamo presentazioni di libri che ci piacciono. Offriamo anche la formazione per adulti con lezioni specifiche sulla letteratura per l’infanzia e l’editoria per bambini e ragazzi.

shop from outsideQuale idea ti sei fatta del mondo dell’infanzia del nostro Paese e del rapporto con la lingua inglese? Chi sono i tuoi lettori?
Il bilinguismo italiano-inglese attira individui o famiglie di ogni provenienza: dalla comunità anglo-americana residente o di passaggio alle coppie e alle famiglie miste, ma tanti sono gli italiani che hanno apprezzato un posto strutturato con criteri già sfruttati all’estero, dove ogni elemento sociale può stare a suo agio. Nonni, bambini, mamme, papà, lavoratori in pausa, insegnanti, studentesse, curiosi, amiche/amici di ogni età frequentano la nostra libreria -cafè. Ai nostri tavoli, sul nostro divano, nel nostro cortile esterno c’è condivisione di storie, di esperienze, di competenze E nascono progetti che poi cerchiamo di attuare. Le persone passano anche per un saluto, un caffè al volo sapendo che verranno accolte, riconosciute e, se lo desiderano, consigliate per un buon libro.

La scelta privilegia i bambini da 0 a 14 anni, con particolare attenzione alla fascia 0-6, cioè all’età in cui il piccolo lettore prende forma. L’albo illustrato ha un posto d’onore nella nostra selezione, è il nucleo forte dei nostri piccoli lettori che crescono: belle storie splendidamente illustrate. L’adulto che entra al The little reader vuole essere consigliato, fra i libri belli che ci sono, su quello che in quel momento fa al caso suo. Può acquistarlo per sé, per il bambino-bambina che ha portato in libreria o lo attende a casa, per un regalo, per la scuola.

La formula della libreria è la contaminazione libri/caffè, perché l’assortimento librario è appunto una selezione che non ha pretesa di esaustività. Scegliere i libri giusti è fondamentale, pur con necessarie sperimentazioni.

Quali libri ci sono sul tuo comodino?
Al momento sto leggendo The boy with the striped pyjamas di John Boyne (Il bambino con il pigiama a righe) e, per la seconda volta, The Curious Incident of the Dog in the Night-Time di Mark Haddon (Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte).

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